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Svizzera
Reati borsistici: esperti trasmettono proposte a Hans-Rudolf Merz
Redazione
17 anni fa

La lista delle infrazioni legate ai reati insider trading e alle manipolazioni dei corsi deve essere rimpolpata, i fatti gravi trattati come crimini e la procedura centralizzata. Queste le principali conclusioni degli esperti incaricati di studiare una nuova regolamentazione. In generale - affermano gli specialisti - bisognerebbe trovare soluzioni più simili a quelle in vigore nell'UE ed ancorarle nella legge sulle borse e non più nel Codice penale. In caso di infrazione qualificata, sia le manipolazioni dei corsi sia l'insider trading devono essere considerati reati preliminari del riciclaggio di denaro. Per quanto riguarda la procedura, la commissione di esperti propone di attribuire al Ministero pubblico della Confederazione e al Tribunale penale federale la competenza del perseguimento penale dei reati borsistici che attualmente incombe al Dipartimento federale delle finanze (DFF). Le procedure amministrative dovrebbero invece dipendenre dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Il rapporto è stato consegnato il 29 gennaio. Nei prossimi mesi il Consiglio federale si pronuncerà sull'ulteriore modo di procedere e sull'attuazione dei provvedimenti proposti. L'idea di inasprire le norme sui reati borsistici era stata lanciata dopo il forte aumento del titolo Swissfirst in borsa a seguito della fusione Swissfirst/Bank am Bellevue del 2005.Grossi pacchetti di azioni erano stati rivenduti poco prima, in particolare da parte della casse pensione, private in questo modo di ingenti guadagni. La commissione di esperti, diretta dal professor Rolf Watter, è composta di rappresentanti dell'Amministrazione federale, della Commissione federale delle banche, dell'Associazione svizzera dei banchieri, dello SIX Swiss Exchange, di economiesuisse, di SwissHoldings e accademici. ATS

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