
"Non accettabile", "poco sorprendente", "puro catalogo di problemi", "dimostrazione di paralisi": così reagiscono i vari partiti svizzeri al rapporto approvato oggi dall'UE sulle relazioni con la Confederazione. Le formazioni politiche si dicono d'accordo su un punto: tocca al Consiglio federale reagire. "Ora è importante che non si vada in iperventilazione", ha dichiarato all'ats il presidente del PLR Philipp Müller. "È chiaro tuttavia che le proposte svizzere non sono state ricevute a braccia aperte", ha aggiunto. Per l'UDC il contenuto del rapporto "non è sorprendente", ma le conclusioni "non sono accettabili". Secondo il partito di Toni Brunner, il Consiglio federale si è spinto troppo oltre quando ha trasmesso le sue proposte in giugno. Secondo il consigliere nazionale Hans-Jörg Fehr (PS/SH), la posizione dell'UE non è cambiata. Mutati sono semmai i toni nei confronti della Svizzera. L'ex presidente del Partito socialista afferma che il rapporto è un "puro catalogo di problemi" e non contiene alcun giudizio positivo verso Berna. "Per questo non condivido l'ottimismo mostrato oggi dal Consiglio federale", ha precisato Fehr. Dello stesso parere la co-presidente dei Verdi, Regula Rytz: "la palla è ora nel campo del governo". Il Consiglio federale dovrà discutere apertamente con i partiti per trovare una soluzione che sblocchi la situazione. Il PPD, che è sempre stato a favore della via bilaterale, esige ora dal Consiglio federale una strategia: "non è ammissibile che il nostro ministro degli esteri non abbia un piano B" nei rapporti con l'Unione Europea, ha affermato il presidente del PPD Christophe Darbellay. A suo parere il rapporto dell'UE sconfessa i toni ottimistici espressi di recente da Didier Burkhalter. Infine, il Nuovo Movimento Europeo Svizzero (NUMES) si dice preoccupato per le future relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea. Anche per il NUMES, il Consiglio federale deve reagire a questa situazione di paralisi. ATS
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