
Il numero di bambini in età scolastica ha raggiunto un minimo storico in Svizzera: stando al secondo rapporto nazionale sul sistema educativo, presentato oggi a Berna, non si erano mai registrati così pochi allievi rispetto al totale della popolazione. Dal documento risulta inoltre come gli adulti siano sempre meglio formati. Secondo il rapporto, attualmente un adulto su tre in età lavorativa possiede un titolo di un'università o di una scuola universitaria professionale. Dieci anni fa il rapporto era di uno su quattro. Nei prossimi anni il livello di istruzione della popolazione è destinato a crescere, anche sulla spinta dell'immigrazione di lavoratori qualificati. Nel 2010, la Confederazione contava un tasso del 92,4% di diplomati del livello secondario II. Si tratta di persone che hanno ultimato un apprendistato, una maturità (liceale o professionale), una scuola professionale o una di cultura generale. Questo risultato pone la Svizzera in una buona posizione in un raffronto europeo. In Germania il numero di diplomati si situa attorno all'85%. Tuttavia, entro il 2020, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) e la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) si prefiggono di raggiungere il 95% Con questa percentuale aumenterebbero le opportunità di coprire il fabbisogno del Paese in fatto di manodopera qualificata. "Ed è proprio questo lo scopo ultimo della formazione", ha ricordato il Segretario di Stato alla formazione e alla ricerca, il ticinese Mauro Dell'Ambrogio. Troppi abbandoni negli studi universitari Dal documento emerge tuttavia un problema legato a coloro che abbandonano gli studi universitari: basti pensare che del 94% di studenti che conseguono una maturità liceale e iniziano gli studi accademici, soltanto il 60% ottiene il diploma di bachelor e il 50% quello di master. Inoltre, solo due terzi dei titolari di una maturità esercita un'attività lavorativa che richiede un titolo a livello universitario (5 anni dopo la fine degli studi). Secondo il responsabile del rapporto, Stefan C. Wolter, "nel sistema universitario attuale troppi studenti vanno persi. Occorre recuperarli". Pochi allievi ma torneranno a crescere Altro dato interessante: gli allievi che frequentano la scuola dell'obbligo sono ai minimi storici in Svizzera. Nei prossimi anni, tuttavia, il numero di scolari dovrebbe tornare a crescere, secondo la SEFRI e la CDPE. Entro il 2021, nella scuola elementare gli alunni dovrebbero aumentare del 10% in tutta la Svizzera, mentre nel livello secondario è previsto un incremento a partire dal 2017. Alla scuola dell'infanzia già si vedono i primi segnali di un'inversione di tendenza. Il secondo rapporto sull'educazione - oltre 300 pagine - è stato realizzato dal Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa (CSRE) di Aarau, su mandato della SEFRI e della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Il documento, che viene pubblicato ogni quattro anni, si limita alla presentazione dei risultati, ma non impone alcuna misura concreta ai responsabili della politica della formazione.
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