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Svizzera
Rafforzare confini esterni nel rispetto della tradizione umanitaria
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha approvato il progetto di trasposizione nel diritto elvetico del regolamento Ue in materia

Sì al rafforzamento del mandato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) per proteggere più efficacemente le frontiere esterne Schengen, ma senza dimenticare la tradizione umanitaria elvetica. È quanto auspicato dalla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) che ha approvato oggi il progetto del Consiglio federale volto alla trasposizione nel diritto svizzero del rivisto regolamento Ue in materia.

Più profughi
La CPS-S, tuttavia, ha deciso di ammettere fino a 2800 rifugiati nel quadro del programma di reinsediamento, in cambio del recepimento del regolamento. Questo cospicuo aumento del contingente - rispetto ai 1’900 profughi in due anni stabilito la settimana scorsa dal Consiglio federale, n.d.r -, sottolinea una nota odierna dei servizi parlamentari, deve essere eseguito a tappe, d’intesa con i Cantoni. Sempre al fine di offrire una compensazione umanitaria la CPS-S proporrà al plenum di accrescere le possibilità di ricorso per i richiedenti asilo. Una proposta di ammettere fino a 4’000 rifugiati è stata respinta, poiché la CPS-S reputa che le attuali capacità di accoglienza della Svizzera non permettano di assorbire un tale contingente in modo accettabile. A causa di questa decisione, una minoranza - critica nei confronti dell’attuale politica europea in materia di rifugiati - proporrà al plenum la non entrata nel merito.

L’obiettivo della revisione
La revisione del regolamento Ue si propone, in particolare, di colmare le lacune esistenti e fornire a Frontex personale e mezzi sufficienti per svolgere più efficacemente i suoi compiti nel quadro della gestione delle frontiere e dei rimpatri. Inoltre, viene rafforzato il mandato per sostenere gli Stati Schengen nell’ambito dei rimpatri e della cooperazione con i Paesi terzi. L’ampliamento di Frontex mira allo stesso tempo a migliorare ulteriormente la lotta contro la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale alle frontiere esterne, secondo il messaggio del Consiglio federale. Per garantire il personale necessario, tra il 2021 e il 2027 Frontex dovrebbe costituire un corpo permanente comprendente fino a 10 mila membri al massimo. Già oggi la Svizzera partecipa agli interventi di Frontex con i propri esperti. Entro il 2027 dovrà presumibilmente svolgere al massimo 16 interventi della durata di due anni e fino a 59 di quattro mesi ciascuno. Pertanto, Berna dovrebbe mettere a disposizione al massimo 39 esperti all’anno.

Non indebolire i confini nazionali
A tale riguardo, precisa il comunicato, la CPS-S intende garantire un numero sufficiente di guardie di confine in Svizzera; per questo la messa a disposizione di Frontex di personale elvetico non dovrà andare a scapito dei confini nazionali. La Commissione propone infine all’unanimità che gli interventi nell’ambito di Frontex siano sottoposti a un regime di approvazione analogo a quello previsto per gli impegni militari. Questa aggiunta dovrebbe permettere di stabilire una chiara base legale concernente la ripartizione delle competenze tra il Consiglio federale e il Parlamento in merito all’intervento degli specialisti di Frontex in Svizzera.

I costi
La Confederazione, a detta del messaggio governativo, continua a contribuire proporzionalmente al bilancio di Frontex. Stando ai calcoli più recenti (estate 2020), tali contributi subiranno una crescita graduale fino ad attestarsi nel 2024 tra i 36 e i 68 milioni di franchi.

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