
Sulla pubblicità per l'alcool alla radio e alla TV i fronti restano bloccati tra i fautori di una liberalizzazione e i sostenitori di un divieto totale. Con 14 voti contro 12, la commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale raccomanda al plenum di attenersi alla sua precedente decisione d'apertura, contraria alla posizione degli Stati. Attualmente, la legge vieta gli spot pubblicitari per birra e vino alla SSR, alle televisioni che diffondono su scala nazionale o di regione linguistica, nonché ai programmi stranieri che trasmettono finestre pubblicitarie speciali in Svizzera, come M6 o Sat 1. Le TV locali e le radio private sono invece autorizzate a pubblicizzare queste bevande alcoliche. Orbene, la normativa in vigore è contraria alla regolamentazione europea che sottopone le finestre pubblicitarie diffuse dalle catene straniere unicamente alla legislazione del loro paese d'origine. Ciò permette a TV tedesche di pubblicizzare bevande alcoliche fuori dalle frontiere nazionali. Dal momento che Bruxelles fa dipendere da questa regola la continuazione della partecipazione della Svizzera al programma europeo di promozione del cinema MEDIA, Berna si è vista costretta a rivedere la sua legislazione. Due gli schieramenti in campo: il primo, maggioritario al Nazionale, segue il Consiglio federale e postula una liberalizzazione totale, anche per la SSR. Il secondo, maggioritario agli Stati, difende un divieto generale della pubblicità per birra e vino nei programmi della SSR, delle emittenti private e delle finestre televisive straniere. La Camera dei cantoni ha ribadito per la seconda volta questa sua posizione con 21 voti a 19. I fautori del divieto hanno comunque aderito a una formulazione che lascia la porta socchiusa a un compromesso con l'Unione europea. I due consigli dovrebbero appianare le divergenze nella sessione d'autunno. ATS
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