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Svizzera
Raddoppio San Gottardo: oppositori ticinesi in cerca di alleati
Redazione
14 anni fa

Gli oppositori ticinesi al raddoppio del tunnel stradale del San Gottardo vogliono sensibilizzare gli altri cantoni sull'argomento. Dopo Neuchâtel e Friburgo, hanno invitato oggi i deputati vodesi ad ascoltare il loro messaggio: il Ticino non è isolato e il denaro deve essere investito in progetti più rispettosi di ambiente e salute. "La maggioranza dei ticinesi non vuole una seconda canna del San Gottardo, esistono soluzioni alternative", ha sostenuto in conferenza stampa Carlo Lepori, granconsigliere socialista e membro del Comitato dell'Iniziativa delle Alpi. Dopo Losanna, gli oppositori si recheranno a Sion, Ginevra e Delémont, e in seguito nella Svizzera tedesca. La coalizione ticinese, formata da 18 associazioni, non crede alle promesse del Consiglio federale di due canne a un solo senso di marcia. Secondo Lepori, il raddoppio "significherà sicuramente un aumento" della capacità di traffico. La petizione lanciata oltre un mese fa contro il progetto ha già raccolto 20'000 firme, secondo il deputato. Oltre a non rispettare l'Iniziativa delle Alpi, un secondo traforo genererà problemi di inquinamento, quando già ora i limiti massimi legati a ozono e polveri sottili vengono spesso superati in Ticino. I miliardi di franchi previsti per la costruzione devono servire a risolvere i veri problemi del traffico, ad esempio negli agglomerati. "Non siamo isolati", ha ripetuto più volte Lepori, ricordando l'importanza dei collegamenti ferroviari, che potrebbero venire intensificati. Dal canto loro, i Verdi vodesi hanno depositato un'interpellanza al Gran Consiglio, chiedendo se il governo sia pronto a respingere la costruzione di un secondo tubo e domandano se un progetto di tale portata non tolga fondi ai progetti regionali. Il presidente del Gran Consiglio vodese, il Verde Philippe Martinet, ha accolto positivamente la capacità della coalizione di riunire attorno allo stesso tavolo deputati di colori politici differenti. Il Consiglio federale ha proposto in giugno la realizzazione di una seconda canna e la ristrutturazione della prima. I costi ammonterebbero a 2,8 miliardi di franchi. La seconda corsia nei tunnel servirebbe semplicemente come corsia d'emergenza. Secondo Berna, in questo modo si garantirebbe la sicurezza senza aumenti di traffico. ATS

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