Quest’anno è boom di lettere a Babbo Natale
Sono ben 34’286 le letterine giunte alla Posta in tutta la Svizzera, con un aumento del 14%. C’è anche chi ha inviato mascherine, e nel contenuto spesso si notano i timori dei più piccoli
di MJ
Quest’anno è boom di lettere a Babbo Natale

Nel 2020 a Natale i bambini hanno scritto a Babbo Natale e Gesù Bambino un numero di lettere mai raggiunto prima. Dalla fine di novembre sono giunte alla Posta 34’286 letterine da tutta la Svizzera: un nuovo record. Queste lettere dimostrano chiaramente quanto l’emergenza coronavirus riguardi anche i bambini.

Crescita continua
Dal 1950 il numero delle letterine per Babbo Natale e Gesù Bambino è cresciuto enormemente: se nei primi anni gli elfi postini dovevano gestirne circa 450, 30 anni dopo erano già circa 1800 e nel 2004 addirittura 17’522. Nel 2020 a Natale i bambini hanno scritto 34’286 letterine indirizzate a Babbo Natale, Père Noël, Weihnachtsmann o a Gesù Bambino. Una cifra record, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente.

Da anni la maggior parte delle lettere proviene dalla Svizzera romanda (59%). Qui le letterine a Père Noël, contenenti generalmente liste dei desideri e buoni propositi, hanno una lunga tradizione. Dalla Svizzera tedesca è arrivato il 19% delle lettere, dal Ticino il 15%.

La pandemia preoccupa anche i bambini

Irene Russo lavora da tre anni come elfa postina per Babbo Natale e Gesù Bambino. Per la ticinese, il periodo natalizio appena concluso è stato ricco di emozioni: “Ci siamo resi conto che i temi del coronavirus e della salute danno molto da pensare anche ai bambini. Abbiamo ricevuto numerosi desideri e letterine su questi due argomenti”, commenta Irene Russo. Per esempio, i bambini temevano che Gesù Bambino si infettasse con il virus e hanno addirittura inviato mascherine affinché lui e Babbo Natale fossero protetti. Lo scorso anno un numero particolarmente alto di lettere ha fatto commuovere Irene Russo: per esempio, tra i bambini c’è chi ha scritto di essere triste per il fatto di non poter vedere i nonni a causa del coronavirus, ma anche per aver perso persone care. Oltre a queste lettere commoventi, gli elfi hanno ricevuto – come già negli anni precedenti – anche numerose richieste materiali, come iPhone o PlayStation. “Come ogni anno, abbiamo anche fatto incetta di ciucci”, aggiunge Irene Russo con un sorriso.

Non solo i bambini
A scrivere a Gesù Bambino sono stati infine anche numerosi adulti. “Ci sono adulti che semplicemente si sentono soli e per questo sono felici di ricevere posta a Natale da Gesù Bambino”, afferma Irene Russo visibilmente commossa.

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