
Dai piani alti dell'UDC nazionale filtra non poca irritazione per la vicenda della vicepresidente e consigliera nazionale Céline Amaudruz, fermata martedì con l'1,92 permille al volante (vedi articolo suggerito).
Dopo essersi inizialmente rifiutata di effettuare il test cercando di trincerarsi dietro al classico "voi non sapete chi sono io", la deputata democentrista è stata accompagnata in centrale, da dove ha chiamato nientemeno che il consigliere federale Guy Parmelin. "Solo in veste di amico", si era affrettato a ribadire il suo avvocato, ma i vertici del partito – stando a indiscrezioni raccolte dal Blick – hanno indetto un vero e proprio vertice di crisi.
Il presidente Albert Rösti e il capogruppo in Parlamento Adrian Amstutz starebbero infatti valutando se revocarle o meno la vicepresidenza del partito. Un simile comportamento, si mormora tra le file democentriste, le avrebbe tolto molta credibilità. Ma per ora la direzione le ha confermato la fiducia di tutto il partito.
"La telefonata ci ha sorpresi molto", ha ammesso il segretario generale Gabriel Lüchinger. Ma posso confermare che sono molto amici". Ulteriori misure verranno dunque valutate in seguito alla decisione della autorità vodesi.
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