
Dalle pagine del Mattino della Domenica, la Lega dei Ticinesi si scaglia contro Sebastian Kurz (chiamato erroneamente Kunz sul settimanale), a suo dire poco conosciuto ministro degli esteri austriaco. Egli aveve invitato la Svizzera a scegliere se proseguire o meno con i bilaterali.
L'uomo, accusato dal settimanale di non aver terminato gli studi, ha dichiarato come secondo lui il voto positivo all'iniziativa contro l'immigrazione di massa del 9 febbraio non sia stata una mossa intelligente. Non manca nell'articolo il riferimento dell'attenzione data dalla RSI al ministro. In sostanza, Kurz una settimana fa circa aveva detto che trova legittimo che un paese decida di regolare l'immigrazione ma che altrettanto lo è che l'UE non permetta di scegliere solo gli aspetti vantaggiosi dell'accordo. Se Bruxelles non tratta con Berna, è l'UE a contravvenire a quanto scritto nell'accordo sulla libera circolazione e non viceversa, replica prontamente il Mattino. La Lega però invita a non firmare accordi non soddisfacenti, piuttosto di far saltare i bilaterali.
In sostanza, secondo il Movimento di Via Monte Boglia, gli euroscettici in Austria sono giunti all'allarmante soglia del 20%, e dunque per scoraggiare emulazioni del voto svizzero Kurz ha utilizzato la strategia di attaccare la Svizzera. Dalle dichiarazioni, però, il ministro dice di avere comprensione per entrambe le parti e di comprendere le voci critiche riguardo all'immigrazione (che interessa peraltro numerosi cittadini austriaci), e aggiunge di collaborare volentieri con la Svizzera e che "in tutti i casi noi siamo contenti di essere membri dell'UE. Per l'Austria è stata la scelta giusta", nonostante appunto i contrari aumentino.
Il voto del 9 febbraio, insomma, continua a far discutere a distanza di mesi, dopo aver catalizzato l'attenzione di stampa e votanti per diverso tempo. Come mai? La spiegazione del domenicale è che "il Consiglio federale si è genuflesso per anni, permettendo che l’UE assumesse, neiconfronti del nostro paese, un atteggiamento coloniale. Poi arriva un’iniziativa popolare e scombina tutte le carte in tavola".
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