
Il progetto non è stato ancora presentato alle autorità vallesane e alla popolazione, ma sta già facendo parlare di sé. Sabato 13 agosto l’organizzazione Mountain Wilderness Suisse ha manifestato di fronte all’installazione test di quello che dovrebbe diventare un mega parco solare in alta montagna. Si chiama Grengiols-Solar e dovrebbe sorgere ai piedi di Breithorn, nella Saflischtal, a 2’500 metri di quota. A infastidire i manifestanti non è tanto il modello di approvvigionamento energetico in sé, ma il fatto che minacci di industrializzare un paesaggio naturale. Stando alla trentina di militanti intervenuti sul posto i pannelli solari devono essere installati sui tetti delle abitazioni e non negli spazi selvaggi. “La svolta energetica è una necessità e un’urgenza. Tuttavia, mettere in pericolo la natura e la biodiversità non è la soluzione giusta”, deplora Sebastian Moos, capo progetto di Mountain Wilderness. “Abbiamo bisogno di più impianti solari nei centri abitati e dobbiamo finalmente parlare di risparmio energetico".
Una manifestazione a poche settimane dal voto
La manifestazione è avvenute a poche settimane dal voto. Il 10 settembre infatti la popolazione vallesana dovrà esprimersi su un decreto che concerne la procedura d’autorizzazione di costruire grandi impianti fotovoltaici alpini. Un decreto approvato dal Gran Consiglio lo scorso febbraio, contro cui Verdi e associazioni come Pro Natura hanno lanciato un referendum, raccogliendo 5’596 firme. Un decreto che, se approvato, permetterebbe di accelerare l’iter per la realizzazione di questi impianti. “I progetti di energia rinnovabile dovrebbero essere il risultato di un processo consultivo”, ritiene la militante Marie-Claire Graf. “Questo non è stato fatto per il caso di Grengiols-Solar", si legge nella nota diramata dall'organizzazione.
Il progetto rivisto
Al progetto partecipano il comune di Grengiols, due società elettriche del Vallese, il gruppo energetico Groupe E della Svizzera occidentale, e le aziende elettriche di Basilea e del canton Zurigo. La fase di test è iniziata nel dicembre 2022, ma già a maggio i promotori hanno annunciato di aver ridimensionato il progetto iniziale. L’idea originale era di realizzare uno dei più grandi impianti solari in alta montagna della Svizzera, con un potenziale di 600 gigawattora. Ma i responsabili hanno rivisto i piani, diminuendo il potenziale a 110 gigawattora per circa 160mila pannelli solari su una superficie di un chiloemtro quadrato a un’altitudine compresa tra i 2’000 e i 2’500 metri. Una quantità di corrente sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico di crica 37’000 famiglie.


