
Nella seconda metà del 2023 l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto oltre 30'000 segnalazioni di ciberincidenti, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (16'951). Tale incremento, viene spiegato in un comunicato, è dovuto principalmente a offerte di lavoro fraudolente o presunte chiamate della polizia. Tra gli incidenti segnalati più frequentemente risultano i tentativi di frode, soprattutto nelle categorie "Truffa del Ceo" e "Truffa mediante la manipolazione di una fattura".
Impennata del "phishing"
Il numero di segnalazioni di "phishing" ricevute (5'536) è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (2'179 segnalazioni). Merita una particolare menzione il cosiddetto "chain phishing": gli autori usano caselle di posta elettronica hackerate per inviare e-mail a tutti gli indirizzi salvati in tali cartelle. Siccome il mittente dovrebbe essere noto ai destinatari, c’è una grande probabilità che si lasci trarre in inganno. L’account di posta elettronica ottenuto attraverso il "phishing" viene a sua volta utilizzato per scrivere ai contatti esistenti.
Attenzione all'intelligenza artificiale
Sono anche aumentate le segnalazioni di tentativi di truffa con l’uso dell’IA. I criminali informatici utilizzano immagini generate dall’IA per tentativi di "sextortion", al telefono fingono di essere celebrità o commettono truffe dell’investimento. Nonostante il numero di segnalazioni in questo ambito sia ancora relativamente basso, secondo l’UFCS si tratta dei primi tentativi dei criminali informatici di esplorare le possibilità di utilizzo dell’intelligenza artificale per futuri ciberattacchi.

