
Il rapporto sull’incidente che ha quasi portato al naufragio del battello “Simplon” evidenzia una serie di errori di valutazione e gestione dei rischi. La Compagnia Generale di Navigazione sul Lemano (CGN) avrebbe sottovalutato le condizioni atmosferiche e deciso di far uscire il battello per un giro di prova il 28 marzo, nonostante il maltempo.
Decisioni discutibili nel momento critico
Dopo un’avaria al motore, l’errore più grave è stato decidere di lasciare il “Simplon” ormeggiato a Cully, anche se una finestra di tempo favorevole avrebbe consentito di portarlo al sicuro a Losanna. Questo errore si è rilevato decisivo: nella notte del 29 marzo, forti raffiche di vento hanno fatto sbattere l’imbarcazione contro le rocce, causando gravi danni strutturali, tra cui falle a poppa e alla sala macchine.
Responsabilità e dimissioni
La responsabilità dell’incidente è stata attribuita principalmente al direttore operativo della CGN, che ha poi lasciato l’incarico. Anche il primo capitano è stato ritenuto responsabile, subendo però solo un richiamo disciplinare. Il direttore generale, prossimo alla pensione, non ha subito provvedimenti.
Carenze organizzative e impegno per il futuro
Marc-Oliver Buffat, membro del consiglio di amministrazione, ha definito “difficili da capire” le decisioni che hanno portato all’incidente, mentre il presidente Benoît Gaillard ha promesso di migliorare la gestione delle emergenze.
Il ritorno del “Simplon”
Nonostante i danni, la CGN ha annunciato che il “Simplon” tornerà a navigare. Gli studi per le riparazioni e il restauro dell’imbarcazione inizieranno nel 2025, ma la data del ritorno in acqua e i costi necessari restano ancora incerti.

