
Alla fine di giugno vivevano in Svizzera 1'974'907 stranieri, in maggioranza provenienti da Paesi dell'UE e dell'AELS. Nel primo semestre 76'093 cittadini di questi Stati sono immigrati per lavorare. Il saldo migratorio dei primi sei mesi del 2015 si è attestato a +35'152 persone, segnando un calo del 5,4% rispetto all'anno scorso. Le cifre sono state pubblicate oggi dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Nel periodo tra gennaio e giugno, l'immigrazione è aumentata del 2,2 per cento rispetto al medesimo periodo dell'anno scorso. In aumento anche l'emigrazione (+8,3%). Nella prima metà del 2015, 72'308 persone sono immigrate a titolo permanente in Svizzera mentre 33'646 hanno lasciato il Paese. Il 68% della popolazione residente permanente straniera - precisa la SEM - proviene da Paesi dell'UE e dell'AELS (Associazione europea di libero scambio). Fra i 76'093 cittadini UE/AELS arrivati per lavorare, figurano anche i titolari di un permesso di soggiorno di breve durata. Rispetto al medesimo periodo del 2014, l'immigrazione per motivi di lavoro in provenienza dall'UE/AELS è rimasta pressoché stabile (-0,6%). Sempre nel periodo in esame, sono state ammesse in Svizzera in via permanente, nel quadro del ricongiungimento familiare, 21'551 persone, di cui poco meno del 20% ha raggiunto un familiare di nazionalità elvetica. Il 1° giugno ha segnato l'inizio dell'ultimo anno di contingentamento nei riguardi di Romania e Bulgaria. Fino al 31 maggio 2016, i cittadini dei due paesi dell'Est europeo desiderosi di accedere al mercato del lavoro svizzero soggiacciono a termini transitori (priorità dei lavoratori indigeni, controllo delle condizioni inerenti al mercato del lavoro, contingenti). Per l'anno di contingente 2015/2016 sono a disposizione 1207 permessi di dimora B e 11 664 permessi di soggiorno di breve durata L.
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