
Ormai ci siamo quasi. Tra meno di una settimana, per la precisione mercoledì, scopriremo i volti dei due nuovi consiglieri federali che prenderanno il posto dei dimissionari Ueli Maurer e Simonetta Sommaruga. Ma oltre ai nomi, c’è un’altra questione che tiene banco: quella dei Dipartimenti. E in questo senso, ancora più importante della data del 7 dicembre sarà quella del 9 dello stesso mese, quando il nuovo Consiglio federale si riunirà per la prima volta. In quel momento i membri del Governo dovranno dividersi i Dipartimenti. Ma come avverrà questa suddivisione? Se nessun consigliere federale uscente manifesterà interesse per uno spostamento, si distribuiranno tra i due neoeletti i due Dipartimenti vacanti. Se invece qualcuno dovesse rivendicare o lanciare l’idea di un cambiamento, si applicherebbe allora il diritto di anzianità. Ma quale sarebbe l’opzione migliore per il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis? Cambiare oppure rimanere agli Esteri? Il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti ha raccolto in proposito le opinioni di alcuni membri della deputazione ticinese a Berna.
La “punzecchiatura” di Greta Gysin
Nel dare la sua risposta, la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin si è spinta oltre, facendo degli ulteriori ragionamenti politici. “La mia impressione è che Cassis agli Esteri si trovi bene e mi sorprenderebbe se volesse cambiare dipartimento”, ha detto la deputata. “Certo, se questo fosse il suo desiderio, dopo 5 anni sarebbe il momento di farlo”. Ma ciò che interessa di più a Gysin è “se Cassis sosterrà un eventuale desiderio del consigliere federale Rösti, qualora lui venisse eletto naturalmente, di andare al Datec. Se aiuterà quindi i colleghi Udc a portare il lobbysta del petrolio a capo del Dipartimento dell’ambiente”.
L’auspicio di Piero Marchesi
“Se Cassis pensa di non avere più nulla da proporre nel suo Dipartimento, soprattutto in relazione ai rapporti con l’Ue, potrebbe probabilmente cogliere questa opportunità per cambiare e lasciare ad altri questa tema senz’altro non facile”, ha affermato dal canto suo il consigliere nazionale democentrista Piero Marchesi, al quale però interessa anche la nuova composizione del Consiglio federale e capire come verranno ripartiti i Dipartimenti. “Auspico che l’Udc possa giocare un ruolo nell’assumere anche la responsabilità del Datec, dunque il Dipartimento dell’ambiente, in particolare. Ci troviamo in una situazione molto complicata in ambito energetico e a mio avviso ci vuole un cambio di passo importante e deciso per dare delle risposte e uscire dall’ideologia”.
Il ruolo del dossier Europa
Secondo il deputato del Plr Alex Farinelli, sulla possibilità di cambiare Dipartimento “pesa chiaramente quello che è il dossier Europa, cioè quali passi si possono fare su un tema estremamente importante per la Svizzera”. Deve essere una valutazione di Cassis “capire se nei prossimi 3-4 anni su questa questione si potrà sbloccare qualcosa, e in quel caso potrebbe essere sicuramente interessante rimanere al Dipartimento Affari Esteri”. Se invece “dovesse vedere che su questo dossier c’è un muro e non si possono fare passi avanti, potrebbe essere interessante optare adesso per uno spostamento”, anche perché “sappiamo che non si può cambiare in ogni momento e con la prossima elezione del Consiglio federale si apriranno verosimilmente diverse porte che poi saranno chiuse negli anni in cui i membri del Governo, che prenderanno le responsabilità dei Dipartimenti, rimarranno in carica”. Anche il centrista Fabio Regazzi ha parlato della questione europea. “Questa è un’opportunità che probabilmente andrebbe colta”, ha spiegato. “È evidente, però, che prima di cambiare Dipartimento dovrebbe quantomeno dare un segnale sul dossier europeo, attribuendo il mandato di negoziazione che al momento è ancora pendente”. Se così sarà “probabilmente per lui uno spostamento sarebbe interessante. Penso ad esempio alla Sanità, visto che si parla del fatto che Berset potrebbe passare a un altro Dipartimento”.

