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Qaasim Illi incarcerato e torturato in Libano
Qaasim Illi incarcerato e torturato in Libano
Qaasim Illi incarcerato e torturato in Libano
Redazione
10 anni fa
Nel 2009 il portavoce del CCIS era stato arrestato dai servizi segreti. Micheline Calmy-Rey lo aveva salvato

Dopo le recenti prese di posizione sul tema “burqa”, Abdel Azzis Qaasim Illi è balzato agli onori della cronaca della stampa elvetica, in particolare Oltralpe. La Wochenzeitung ha dedicato all’attuale portavoce del Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) un approfondimento di ben 32 pagine, dai suoi trascorsi di mancato "re della movida" di Winterthur fino alla radicalizzazione e ai legami con l’imam Nicolas Blancho e il matrimonio con Nora Illi.

Dal reportage della Wochenzeitung emerge un’insolita avventura vissuta nel 2009 dallo stesso Qaasim (che prima della conversione si chiamava Patric). Una detenzione – nientemeno - in una cella dei servizi segreti libanesi.

Durante un soggiorno in Libano Qaasim Illi ha voluto visitare il campo per rifugiati palestinesi di al-Beddawi, ma le forze di sicurezza dell'Oragizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) lo avevano scambiato per un agente di Al-Qaida e lo avevano immediatamente arrestato.

Illi si è poi ritrovato con un sacco sulla testa nell’ufficio del capo della sicurezza dell'OLP e infine in una cella del Ministero dell’interno di Beirut. Per una decina di giorni Patric-Qaasim ha subito molteplici interrogatori, mentre i pasti che gli venivano somministrati consistevano un un variegato menù a base di patate avariate.

Per sua fortuna è stato notato da una delegata della Croce Rossa incaricata di verificare la situazione dei prigionieri. Illi l’ha implorata di avvisare l’Ambasciata svizzera della sua detenzione, anche se la donna non ne avrebbe avuto il diritto in quanto il suo ruolo era limitato alla verifica delle condizioni di detenzione dei prigionieri. Ma la delegata ha deciso di procedere comunque.

Avvisato del fatto, il Dipartimento federale degli affari esteri dell’allora consigliera federale Micheline Calmy-Rey è così potuto intervenire assicurando la protezione consolare a Illi, che nel dicembre del 2009 era stato scagionato dall'accusa di spionaggio, ritrovandosi su un volo diretto a Ginevra.

Il diretto interessato si è detto “divertito” dalla “ricostruzione caricaturale” della sua vicenda. Vicenda che una fonte del DFAE ha però confermato alla Wochenzeitung.

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