
Un anno dopo il loro rafforzamento in Consiglio nazionale, i Verdi liberali (PVL) e il Partito borghese democratico (PBD) hanno una politica molto più omogenea di ciò che la loro relativa inesperienza a livello federale lascerebbe supporre. È quanto mostra un'analisi di Michael Hermann, esperto di geografia politica dell'Università di Zurigo, pubblicata oggi sui quotidiani "Le Temps" e "Neue Zürcher Zeitung". Hermann ha redatto una classifica che ordina tutti i consiglieri nazionali in una graduatoria compresa tra il valore -10 per quelli più a sinistra a un +10 per quelli più a destra. Più un politico si avvicina allo 0, più è considerato di centro. Stando alla classifica, il partito che più di tutti sostiene di avere posizioni centriste, il Partito popolare democratico (PPD), lo fa a giusta ragione: la sua nota è infatti di +0,3. Grandi sono però le differenze al suo interno: il consigliere nazionale più a sinistra è Jacques Neirynck (VD) con -2,2 punti, quello più a destra è Gerhard Pfister (ZG) con un +2,6. I due ticinesi si piazzano nell'ala destra del partito: +0,5 per Marco Romano e +1,2 per Fabio Regazzi. A sinistra del PPD c'è il PVL con una valutazione di -2,1. I suoi dodici deputati sono molto uniti: solo 0,5 punti separano il presidente Martin Bäumle (ZH), l'esponente più a destra con un -1,7, dai suoi colleghi situati più a sinistra. Il PVL si trova a sinistra del PPD a causa "delle argomentazioni che difende in materia ambientale, sociale e della sicurezza, malgrado le posizioni piuttosto restrittive in materia di asilo", sostiene Hermann. Dalle colonne del "Temps" Isabelle Chevalley (PVL/VD) critica però tale aspetto della ricerca: "il fatto che l'impegno per l'ambiente venga ancora considerato di sinistra è un'eresia! È una visione superata". A una distanza quasi uguale dal PPD, ma sull'altro versante dello scacchiere politico, vi è il PBD (+2,2). I suoi nove deputati hanno posizioni meno omogenee rispetto al PVL, ma tra la zurighese Rosmarie Quadranti (+0,5) e il bernese Urs Gasche (+1,9) ci sono comunque solo 1,4 punti. Il PBD, nato da una costola dell'Unione democratica di centro (UDC), si trova più a sinistra del Partito liberale radicale (PLR) e della stessa UDC. Con +7,6 punti quest'ultima formazione è la più a destra del Nazionale. Stando all'articolista del "Temps", i due partiti - PBD e UDC - si differenziano soprattutto per quel che concerne la politica energetica (il PBD difende posizioni come l'abbandono del nucleare ritenute di sinistra). Nell'UDC - del cui gruppo parlamentare fanno parte anche i ticinesi Pierre Rusconi (+8,2), Roberta Pantani (+8,4) e Lorenzo Quadri (+8,8) - si trova il deputato più a destra di tutto il parlamento: si tratta di Pirmin Schwander (SZ) con +9,9 punti. Il suo delfino è Christoph Blocher (ZH), con un +9,3. La diversità in casa UDC è comunque elevata: l'esponente più a "sinistra" del partito è Maximilian Reimann (AG) con un +6,2. Egli è però nettamente più profilato del liberale radicale più a destra: 2,3 punti lo separano infatti dallo zurighese Filippo Leutenegger (che viene valutato +3,9). Il PLR più centrista è Kurt Fluri (SO) con +1,3 punti. I ticinesi Ignazio Cassis e Fulvio Pelli hanno rispettivamente +1,8 e +2,2 punti. A sinistra dello scacchiere politico ci sono Verdi e Partito socialista (PS) che fanno segnare risultati simili: -8,0 punti per gli ecologisti e -7,8 per il PS. Analizzando i punteggi ottenuti negli scorsi anni si scopre che i Verdi si stanno spostando verso il centro, mentre il PS in direzione opposta. L'esponente più a sinistra di tutto il Consiglio nazionale è peraltro una socialista: Susanne Leutenegger Oberholzer (BL) con un -9,3. La differenza con il deputato più centrista, Daniel Jositsch (-6,3) è grande: ben 3,0 punti. Poca omogeneità anche in casa ecologista: 2,6 punti separano i bernesi Franziska Teuscher (-9,0) da Alec von Graffenried (-6,4). Nelle file del PS da ricordare i -8,1 punti di Marina Carobbio Guscetti (TI) e i -7,4 di Silva Semadeni
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