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Sanità
Punture di api e vespe: quando una semplice puntura può diventare un’emergenza
© Shutterstock
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Lara Sargenti
7 ore fa
In Svizzera circa il 3,5% della popolazione è allergico al veleno di insetti pungitori. Gli specialisti invitano a non sottovalutare sintomi come difficoltà respiratorie, gonfiori e vertigini.

Con il ritorno del caldo aumentano anche gli incontri con api, vespe, calabroni e altri insetti pungitori. Per la maggior parte delle persone una puntura provoca soltanto dolore e gonfiore temporaneo, ma per chi soffre di allergia al veleno può trasformarsi in pochi minuti in una situazione potenzialmente letale. Secondo aha! Centro Allergie Svizzera, circa il 3,5% della popolazione svizzera è allergico al veleno di insetti pungitori. Per questo motivo l’associazione ha deciso di dedicare il mese di giugno a una campagna di sensibilizzazione sul tema.

I sintomi che devono far scattare l’allarme

Le reazioni allergiche gravi non si limitano al punto della puntura. I primi segnali possono comparire rapidamente e interessare tutto l’organismo: orticaria diffusa, gonfiori al viso o alla gola, difficoltà respiratorie, vertigini, nausea o problemi circolatori. Nei casi più seri si può arrivare alla perdita di coscienza o allo shock anafilattico. «Le persone che sanno di essere allergiche al veleno delle api o delle vespe dovrebbero avere sempre con sé il corredo per le emergenze prescritto dal medico», spiega Roxane Guillod, responsabile dei servizi specializzati di aha! Centro Allergie Svizzera. «Quando si manifesta una reazione allergica grave, l’uso tempestivo dell’autoiniettore di adrenalina può salvare la vita», sottolinea.

L’errore più comune: aspettare troppo

Secondo gli specialisti, molte persone tendono a sottovalutare i sintomi iniziali o ad attendere che passino spontaneamente. «Se dopo una puntura compaiono difficoltà respiratorie, vertigini, forte debolezza, reazioni cutanee diffuse o gonfiori al volto, non bisogna aspettare che i sintomi migliorino da soli», avverte Guillod. In questi casi bisogna chiamare immediatamente il 144 e, per chi dispone dell’autoiniettore di adrenalina, utilizzarlo senza ritardi.

Come capire se si è allergici

Non sempre una persona sa di essere allergica fino alla prima reazione importante. A fare sospettare un’allergia non è tanto il dolore locale, quanto la comparsa di sintomi in parti del corpo lontane dalla puntura. «L’elemento decisivo è la comparsa di sintomi in altre parti del corpo oltre al punto della puntura, come orticaria diffusa, gonfiore al viso o alla gola, difficoltà respiratorie, vertigini, nausea o problemi circolatori», precisa Guillod. Per confermare il sospetto, aggiunge l’esperta, “esistono test specifici eseguiti dagli allergologi tramite test cutanei ed esami del sangue per individuare anticorpi IgE specifici contro il veleno di api o vespe”.

Attenzione anche per chi non è allergico

Anche in assenza di allergia alcune punture possono risultare pericolose. Quelle in bocca, gola o collo, per esempio, possono causare gonfiori in grado di ostacolare la respirazione. Gli specialisti invitano inoltre a mantenere prudenza vicino agli insetti, evitando movimenti bruschi o tentativi di schiacciarli, che aumentano il rischio di essere punti. Negli ultimi anni in Svizzera si sta diffondendo sempre di più anche il calabrone asiatico, specie invasiva le cui punture possono provocare reazioni particolarmente intense.

Informazione e prevenzione

Per migliorare la gestione delle emergenze allergiche, aha! Centro Allergie Svizzera organizza corsi dedicati al riconoscimento dei sintomi e all’uso corretto dell’autoiniettore di adrenalina. Attualmente i corsi vengono proposti in tedesco e francese, ma le persone di lingua italiana possono contattare direttamente l’associazione e ricevere informazioni anche in italiano. Sul sito di aha! sono inoltre disponibili materiali informativi e video in lingua italiana. L’obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza sui rischi legati alle punture di insetti e promuovere comportamenti corretti che possano fare la differenza nei momenti critici.