
Libera circolazione sì, ma solo a condizione che vengano adottate nuove misure di accompagnamento per combattere il dumping salariale, l'esplosione degli affitti e la sostituzione della manodopera residente. È quanto chiede il documento approvato dal Comitato direttivo del Partito socialista e presentato oggi in una conferenza stampa a Berna. Se queste rivendicazioni non saranno accolte, il Ps ha ribadito che non sosterrà l'estensione della libera circolazione alla Croazia. "Le misure di accompagnamento ottenute grazie al PS hanno permesso alla libera circolazione delle persone di essere un modello di successo", ha detto il presidente Christian Levrat davanti ai media. Per fare in modo che la crescita possa andare a vantaggio di tutti e non solo delle imprese, è però necessario rafforzare ulteriormente queste misure. Il testo presentato oggi, che sarà sottoposto all'assemblea dei delegati il 26 ottobre, propone una serie di correttivi, in primo luogo l'introduzione di salari minimi per evitare che i lavoratori residenti vengano sostituti da stranieri pagati meno. Nelle regioni di frontiera, come il Ticino, i socialisti chiedono l'adozione di misure specifiche per garantire controlli più severi e di aumentare le competenze delle commissioni tripartite. La Confederazione deve anche mettere a disposizione maggiori fondi per la costruzione di alloggi ad affitti corretti e proteggere maggiormente gli inquilini da aumenti di pigione ingiustificati. Bisogna inoltre incrementare i posti di formazione nei settori dove vi è attualmente una penuria. Ricorrere costantemente a specialisti formati all'estero non è né solidale, né sostenibile, afferma il PS. Senza nuove misure di accompagnamento nei settori del lavoro, dell'alloggio e della formazione, il PS non sosterrà alcuna nuova estensione della libera circolazione. Malgrado la forte crescita economica degli ultimi anni infatti, il livello di vita di molte persone non è aumentato. Il problema del dumping salariale è ancora ben presente, soprattutto nei settori non coperti da una convenzione collettiva di lavoro (CCL) e nelle regioni di frontiera come Ticino, Ginevra e e Arco giurassiano. I lavoratori stranieri vengono troppo spesso preferiti alla manodopera residente. Diversi studi hanno provato ad esempio che gli immigrati di vecchia data vengono sostituiti dai nuovi arrivati. Ma questo fenomeno si riscontra, ad esempio, anche fra i medici: il numerus clausus nelle facoltà impedisce a studenti svizzeri di seguire la formazione che desiderano, per per ovviare alla penuria si ricorre a medici stranieri. ATS
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