
Christian Levrat l’aveva annunciato durante la conferenza stampa dello scorso 17 maggio: il Partito socialista svizzero avrebbe portato avanti una politica di opposizione attiva. O meglio, per usare la parole di Levrat stesso, "un’opposizione costruttiva per sbarrare la strada a una destra diventata irragionevole ed eccessiva”.
Il primo passo in questa direzione è il lancio del referendum contro la Riforma III dell'imposizione delle imprese e contro l'estensione degli orari di apertura dei negozi.
Il primo ostacolo per la nuova strategia della sinistra svizzera, invece, si è già manifestato. No, non si tratta di Roger Köppel ma bensì del vil denaro. Levrat e Sommaruga possono quindi tirare un sospiro di sollievo? Sì e no, visto che per finanziare i primi due referendum nell'agenda del Partito socialista sarà necessario un credito complementare di 70'000.- che, come riporta RTS, verrà sottoposto ai delegati in assemblea a Coira a fine mese. Il capogruppo Roger Nordmann ha inoltre confermato che il contributo versato dagli eletti alle Camere federali è stato appena aumentato da 200'000.- a 220'000.- . Ossigeno per le casse di un partito che si appresta a iniziare una battaglia politica che ha come obiettivo anche la riconferma di due seggi in Consiglio federale.
La resistenza alla maggioranza borghese non è certo a buon mercato, ma Levrat può anche contare sulle alleanze con i Verdi, i sindacati e altre associazioni, sia dal punto di vista finanziario finanziamento sia per la divulgazione della nuova politica di opposizione. Cartellonistica e videoclip (questi, ormai, terreno di caccia dell’UDC) verranno infatti abbandonati da un partito che non naviga certo nell’oro, in favore di una campagna informativa basata prevalentemente sul lavoro sul campo da parte dei militanti.
Un ulteriore elemento di discussione interna ha riguardato i contributi delle imprese: sostenuto sin qui unicamente dai suoi membri e da privati, il PS ha sempre rifiutato sostegni economici provenienti da società anonime. Ma l ‘opposizione costa, dicevamo, e il Partito socialista conta di ottenere 200'000.- da Credit Suisse, circa 40'000.- da AXA-Winterthur e 45'000.- da parte di Swiss.
Accettare questi contributi è da un lato una necessità, mentre dall’altro aprirà sicuramente un dibattito interno decisamente infuocato. La decisione definitiva sarà presa durante il Congresso del Partito socialista svizzero in programma il prossimo dicembre.
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