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Svizzera
PS e Verdi: "Solo un sedativo per la gente"
Redazione
13 anni fa
I due partiti si rammaricano dell'attivazione della clausola di salvaguardia. La Lega, invece, dice: "Poteva andare peggio"

Il PS e i Verdi si rammaricano che il Consiglio federale abbia attivato ed esteso la clausola di salvaguardia a 25 paesi dell'Unione europea. I due partiti di sinistra avrebbero preferito un rafforzamento delle misure d'accompagnamento. L'attivazione della clausola di salvaguardia avrà "al massimo un effetto placebo", affermano le due formazioni in note distinte, ma simili. Se l'immigrazione è così importante è dovuto al fatto che le imprese svizzere dipendono dalle forze lavoro straniere e quindi le richiedono, precisa il PS. Si tratta di un provvedimento "essenzialmente simbolico", rileva il presidente del partito Christian Levrat, citato oggi in una nota. "Affinché la libera circolazione delle persone serva a tutti non basta somministrare loro un sedativo. Ci vogliono invece misure d'accompagnamento efficaci la cui applicazione sia ben controllata", precisa Levrat. Le misure d'accompagnamento devono interessare, secondo i due partiti, il mercato del lavoro, ma anche quello dell'immobiliare, le infrastrutture e la formazione. Il PS ritiene infine che proiettarsi nel futuro con la sola attivazione della clausola di salvaguadia - una politica di facciata - fa il gioco dell'iniziativa popolare dell'UDC "contro l'immigrazione di massa". A favore della decisione odierna si schiera il PPD, che si dice soddisfatto. "In politica è importante mantenere le promesse", ha affermato all'ats la portavoce del partito Marianne Binder. "L'attivazione era prevista a certe condizioni e queste ci sono: bisogna essere conseguenti", ha aggiunto. Per il PPD la decisione ha anche un interesse di politica interna per contrastare l'iniziativa UDC che mira a lottare contro "l'immigrazione di massa". Da notare che i democristiani vogliono anche spingersi oltre e come hanno spiegato lunedì a Berna: difendono l'idea, lanciata dal presidente Christophe Darbellay, di negoziare con l'UE una clausola di salvaguardia permanente. La Lega dei Ticinesi, invece, accoglie con parziale soddisfazione  - "nell’ottica del poteva andare peggio" - la decisione odierna del Consiglio federale di prorogare, in base alla clausola di salvaguardia, le restrizioni alla libera circolazione delle persone con i paesi dell’Europa dell’Est, con valutazione il 31 maggio se estendere le restrizioni anche agli altri Stati membri UE. "Si rileva tuttavia che il Consiglio federale si muove solo quando le difficoltà cominciano ad interessare le regioni dell’Altopiano, mentre non lo fa per le zone di confine" commenta il movimento. "L’applicazione della clausola di salvaguardia non è la panacea per i gravi problemi che incontrano i ticinesi a causa della libera circolazione delle persone; la clausola infatti non si applica ai permessi G (frontalieri). La sua applicazione costituisce comunque un chiaro segnale politico all’indirizzo dell’Unione europea: la libera circolazione delle persone è molto problematica per la Svizzera e in particolare è deleteria per le regioni di confine; di conseguenza, si impongono urgentemente dei correttivi incisivi - o la disdetta dell’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone." "La Lega dei Ticinesi insiste sulla assoluta necessità di tornare a far sì che i residenti abbiano la precedenza nelle assunzioni, come pure di limitare l’invasione da parte di padroncini e distaccati italiani che il nostro Cantone sta subendo. "

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