
In seguito alle critiche interne, la direzione del Partito socialista svizzero (PS) ha revisionato il suo documento sulla sicurezza, che nei prossimi giorni verrà sottoposto al giudizio delle sezioni in vista del congresso di fine ottobre. La prima versione aveva scatenato un'accesa discussione in seno al partito, con la Gioventù socialista e altri esponenti quali i consiglieri nazionali Susanne Leutenegger Oberholzer (BL) e André Daguet (BE) che lo hanno criticato duramente per l'impostazione troppo repressiva. Durante la consultazione, il segretariato centrale ha ricevuto 250 emendamenti, commenti e proposte, ha comunicato oggi il PS, i cui vertici hanno ora riveduto il documento. Le principali modifiche consistono in un'analisi della sicurezza pubblica (già disponibile per la stesura della prima versione, ma non inserita nel documento) e in un capitolo sul controllo democratico della sicurezza garantita dallo stato. Inoltre sono state completate le parti riguardanti i diritti individuali e la criminalità organizzata. Il divieto dell'accattonaggio organizzato e la videosorveglianza in casi specifici, proposte contestate, sono però ancora presenti. Le sezioni e i partiti cantonali hanno tempo fino al 9 ottobre per prendere posizione in merito al nuovo documento. ATS
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