
"In Svizzera il 3% della popolazione possiede un patrimonio equivalente a quello del rimanente 97%, in nessun altro paese a parte Namibia e Singapore esiste un tale divario nella ripartizione della ricchezza." Con queste considerazioni il presidente del PS svizzero Christian Levrat ha aperto stamane a Losanna il congresso che dovrà definire il nuovo programma del partito.Per Levrat, non è esagerato parlare di un nuovo feudalesimo. Ma gli Absburgo di oggi non sarebbero nulla senza i loro balivi: i privilegi dei signori odierni sono difesi dall'UDC, dal PLR, dal PPD, "i Gessler dei tempi moderni". Chi prenderà in mano fra un anno i destini del paese? Coloro che sono diventati maestri nella difesa dei propri interessi, i lacchè delle banche, di Economiesuisse e delle grandi compagnie di assicurazione? O coloro che pongono l'interesse comune sopra il loro? Gessler o Guglielmo Tell? Per il presidente socialista la risposta è chiara.Accennando all'iniziativa UDC per l'espulsione dei criminali stranieri e al controprogetto del parlamento, che saranno discussi domani dai delegati, Levrat ha anticipato il suo doppio "no". Ognuno, persino il peggiore delinquente, ha diritto a un procedimento individuale, ha rilevato fra gli applausi. Ma se dovesse prevalere il doppio "sì", il PS darà la priorità al controprogetto nella domanda sussidiaria.Quanto all'iniziativa fiscale del PS "per imposte eque", "Tell direbbe di sì, perché difendiamo il 99% della popolazione contro l'1% dei super ricchi". Levrat ha anche evocato l'ambizione di andare oltre la logica capitalistica. Una visione che contrassegnerà il dibattito sul programma.ATS
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