
Basta con la sistematica politica di privilegiare i contribuenti più ricchi: la legislazione fiscale deve tornare a rispettare la Costituzione, che impone una tassazione basata su principi uniformi per tutti e in linea con le capacità economiche di ciascuno. È quanto rivendica il partito socialista, che in una conferenza stampa odierna a Berna è tornato a criticare l'imposizione solo parziale dei dividendi delle società. Nel caso del sistema di imposta regressivo deciso a suo tempo nel canton Obvaldo il Tribunale federale aveva stabilito che il principio dell'equità fiscale è da privilegiare rispetto alla concorrenza intercantonale, ha affermato la consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (BL). Intanto però sempre più cantoni optano per una tassazione limitata dei dividendi degli azionisti che detengono oltre il 10% di una impresa: questo fine settimana lo hanno fatto Zurigo e Basilea Campagna. Secondo il PS ciò è anticostituzionale: il partito sosterrà quindi i relativi ricorsi al TF. Visto che la decisione dell'alta corte non è però da attendere in tempi brevi, il 24 febbraio i cittadini svizzeri dovranno votare sulla riforma II dell'imposizione delle imprese senza avere davanti a sé il quadro giuridico completo: il PS invita quindi a respingere la riforma, perché - lungi dall'essere un aiuto alle piccole e medie imprese, come viene propagandato - va a beneficio di solo 8400 proprietari di azioni, lo 0,2% dei contribuenti. ATS
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