
Il Ministero pubblico bernese ha aperto un'inchiesta contro un chirurgo che ha seguito lo sviluppo di impianti discali intervertebrali, utilizzandoli poi su sette pazienti quando ancora non erano pronti all'uso.
L'inchiesta viene portata avanti contro il chirurgo e contro ignoti per lesioni gravi ed eventuale infrazione alla legge sugli agenti terapeutici. Christof Scheurer, portavoce del procuratore, ha confermato oggi informazioni in tal senso pubblicate dal portale online Medinside.
A fine novembre, un'inchiesta internazionale realizzata da 59 media aveva evidenziato numerose lacune nei controlli di protesi mediche e incidenti in diversi Paesi.
I giornalisti hanno scoperto che impianti discali intervertebrali erano stati utilizzati nonostante rapporti di ricerca negativi. In certi casi si sono riscontrati problemi, anche gravi, fra i pazienti. È in seguito a queste rivelazioni che la giustizia bernese si è attivata.
Le protesi venivano distribuite dall'azienda britannica Ranier dal 2010 e un professore dell'ospedale bernese Salem ha fatto parte del consiglio scientifico per sviluppo e commercializzazione. I dipendenti della società nel 2014 sono arrivati alla conclusione che la maggioranza dei prodotti provocava problemi, fatto che ha condotto al loro ritiro e al fallimento dell'azienda.
Il chirurgo bernese ha dichiarato lo scorso dicembre alla televisione svizzerotedesca SRF di aver utilizzato gli impianti sette volte nell'ospedale Salem. Ha anche affermato di non aver notato niente di strano durante i controlli post-operatori. A livello legale, si è detto convinto di essere nel giusto e di aver adempiuto i suoi obblighi.
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