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Svizzera
Prostitute vanno meglio protette, no a modello svedese
Redazione
12 anni fa

Le prostitute devono essere meglio protette dallo sfruttamento nell'ambito di una politica nazionale. È la conclusione alla quale è giunto un gruppo di esperti istituito lo scorso anno dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). In un rapporto pubblicato oggi il gruppo nazionale si è pure espresso contro norme restrittive sul modello svedese. Le donne attive nel settore a luci rosse sono sistematicamente sfruttate e spesso esposte a situazioni di precarietà. Secondo gli esperti, diretti dalla ex consigliera di Stato sangallese Kathrin Hilber, è necessario rafforzare in maniera mirata i diritti delle lavoratrici del sesso tramite misure promosse dalla politica, dall'amministrazione e da organizzazioni private. Il rapporto raccomanda in particolare una politica nazionale che deve essere impostata in maniera liberale e pragmatica. Secondo gli esperti, la criminalizzazione del cliente e la punizione dell'acquisto di prestazioni sessuali, come avviene nei paesi nordici, non migliorerebbe la protezione delle operatrici del sesso. Anzi, finirebbero col lavorare nell'illegalità, e la loro posizione ne risulterebbe indebolita. Il gruppo di esperti ritiene necessario "integrare le norme legali esistenti, istituire nuovi organi di coordinamento su scala federale e cantonale e rafforzare sia la prevenzione sia l'esecuzione", precisa un comunicato dell'Ufficio federale della migrazione. In concreto, il rapporto propone 26 misure, tra cui anche l'abrogazione della "contrarietà al buon costume" dei contratti di prostituzione. In Svizzera l'esercizio del lavoro sessuale è legale, ma i contratti di prostituzione offendono la decenza, il che significa che eventuali pretese non possono essere fatte valere in tribunale. Il rapporto cita, fra le altre proposte, l'ampliamento dell'offerta dei consultori, il potenziamento e la sensibilizzazione delle autorità esecutive e l'istituzione su scala nazionale di un nuovo servizio specializzato per il lavoro sessuale. Per il gruppo di esperti è fondamentale il coordinamento tra Confederazione, Cantoni e società civile. La serie di misure presentate intende aumentare la sicurezza nella quotidianità delle operatrici del sesso, potenziare l'autodeterminazione ed eliminare la discriminazione strutturale. Il gruppo di esperti è composto da rappresentanti delle organizzazioni di protezione delle lavoratrici nel ramo erotico, dei partner sociali, dei Cantoni e delle unità dell'Amministrazione federale interessate. Da una consultazione condotta nel 2012 sull'abrogazione dello statuto di ballerina di cabaret era risultata la necessità di intervenire nell'intero ramo erotico. Il rapporto costituisce la base per la decisione sui prossimi passi da compiere, scrive l'UFM.

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