
Due fratelli curdi iracheni, a beneficio in Svizzera dello statuto di rifugiati, dovranno rispondere davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona dell'accusa di appartenente ad Al-Qaïda. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha incriminato formalmente i due per il ruolo svolto in un gruppo guidato da Najmuddin Faraj Ahmad, alias mullah Krekar, precisa oggi un comunicato. I due sono stati arrestati nel 2008 a Basilea. Vivevano in Svizzera e avevano ottenuto l'asilo politico. L'Ufficio federale della migrazione nel frattempo ha deciso di revocare loro lo statuto di rifugiato, ma vi è ancora un ricorso pendente al Tribunale amministrativo federale. I capi d'accusa per i due fratelli sono partecipazione e sostegno a un'organizzazione criminale, pubblica istigazione a un crimine o alla violenza, rappresentazione di atti di cruda violenza, falsità in documenti e altri reati. Secondo la procura federale, il fratello maggiore avrebbe contribuito alla costituzione di una nuova organizzazione terroristica sotto la guida del mullah Krekar. Quest'ultimo - recentemente condannato a cinque anni di prigione in Norvegia per aver proferito minacce di morte contro alcune personalità politiche - è il fondatore dell'organizzazione terroristica Ansar al-Islam, ritenuta responsabile di numerosi attentati in Iraq, fra cui quello perpetrato contro la sede dell'ONU e costato la vita al rappresentante delle Nazioni Unite Sergio Vieira de Mello. Il fratello minore invece avrebbe scritto contributi sui siti internet e nelle chat room sapendo che avevano finalità terroristiche. Secondo l'accusa quindi, avrebbe contribuito deliberatamente a perseguire lo scopo di Al-Qaïda. ATS
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