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Svizzera
"Pronta a rinunciare al passaporto italiano"
"Pronta a rinunciare al passaporto italiano"
"Pronta a rinunciare al passaporto italiano"
Redazione
9 anni fa
Per Jacqueline de Quattro sul ticket PLR è indispensabile la presenza di una donna, "romanda o ticinese che sia"

Ha preso sul serio le obiezioni sua doppia nazionalità, la consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro, in corsa per la successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale.

Come ricorderete, in particolare dai ranghi dell'UDC sono emersi dubbi su eventuali conflitti di lealtà nel caso in cui una consigliera federale che ha anche il passaporto italiano dovesse trovarsi ad affrontare delle discussioni con la vicina Penisola. "Con la sua doppia nazionalità, Jacqueline de Quattro non è eleggibile in Consiglio federale" ha ad esempio sostenuto il consigliere nazionale democentrista Peter Keller (vedi articolo suggerito).

Ma Jacqueline de Quattro, in un'intervista all'ATS, spiega di non avere origini in Italia e di aver ottenuto il passaporto solo per matrimonio. Più che italo-svizzera, lei si sente la perfetta incarnazione del plurilinguismo elvetico, essendo nata a Zurigo, cresciuta nel canton Vaud e avendo famiglia nei Grigioni.

Se agli occhi dell'Assemblea federale la sua doppia nazionalità dovesse risultare un problema, la 57enne sarebbe quindi pronta a rinunciare al passaporto italiano.

In merito alle rivendicazioni ticinese, de Quattro fa poi notare che se il nostro cantone non è più rappresentato in Consiglio federale da oltre 20 anni, l'assenza di una donna PLR si prolunga da ancora più tempo.

De Quattro è quindi convinta che sia indispensabile la presenza di una donna sul ticket PLR, che sia lei stessa o Isabelle Moret o ancora Laura Sadis. "Non è importante se romanda o ticinese, basta che sia donna" conclude.

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