
Benché il mercato del lavoro abbia registrato nell'ultimo decennio un forte dinamismo, caratterizzato da un basso tasso di senzalavoro e un alto tasso di occupazione, rimane ancora un potenziale inespresso specie fra le donne e le persone più anziane, in particolare i disoccupati di lunga durata.
Rapporto sulla promozione del potenziale di manodopera residente in Svizzera
È la conclusione cui giunge il rapporto, adottato oggi dal Consiglio federale, sulla promozione del potenziale di manodopera residente in Svizzera, tassello importante dell'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa approvata nel 2014. Tali sforzi sono essenziali, stando al governo, dal momento che il mercato del lavoro elvetico, anche per ragioni demografiche, è goloso di forza lavoro, specie qualificata.
Varie misure adottate
Una delle misure cardine adottate in applicazione dell’articolo 121a della Costituzione federale è l’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti nelle professioni con un tasso di disoccupazione elevato. Oltre a ciò, nel maggio 2019 il governo ha approvato un pacchetto di misure volte a garantire la competitività della manodopera residente - per esempio mediante corsi di aggiornamento o riqualifica professionale - e consolidare la sicurezza sociale dei disoccupati più anziani.
Obiettivi raggiungibili?
Per verificare se gli obiettivi fissati possono essere raggiunti con le misure attuali o sia necessario introdurne di nuove, l'esecutivo ha incaricato, nel giugno del 2021, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare un quadro della situazione in collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), con i Cantoni e con le parti sociali.
Provvedimenti efficaci
Il documento approvato oggi mostra che, per quanto riguarda il mercato del lavoro, la formazione e l’integrazione, esistono già svariati campi d’azione e provvedimenti in grado di favorire e sfruttare il potenziale di manodopera residente. Il tasso di attività professionale in Svizzera, già di per sé elevato nel contesto internazionale, è ulteriormente aumentato negli ultimi dieci anni. Nell’ambito della formazione, la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno compiuto, negli ultimi anni, diversi sforzi per migliorare le condizioni quadro. Esistono già numerosi programmi e progetti per integrare a lungo termine i cittadini stranieri immigrati nel mercato svizzero del lavoro.
Donne e disoccupati anziani
Tuttavia, sussiste un margine di miglioramento. Da un lato si tratta di donne, con o senza passato migratorio, che si trovano in momenti differenti del loro percorso professionale, ad esempio che vogliono rientrare nel mondo del lavoro dopo una pausa o che sono immigrate nell’ambito del ricongiungimento familiare. Dall’altro si tratta di lavoratori più anziani, in particolare disoccupati di lunga durata con esigenze specifiche che le misure attuali non permettono ancora di raggiungere appieno.
Che fare?
Per questa ragione il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di fissare specifiche priorità per sfruttare meglio il potenziale dei lavoratori più anziani e delle donne nei settori del mercato del lavoro e della formazione. Queste priorità possono includere sia nuove misure sia lo sviluppo e il potenziamento di quelle esistenti. L’esecutivo ha inoltre incaricato il DFGP di elaborare, in collaborazione con il DEFR, una serie di provvedimenti per sostenere, ai fini del riconoscimento delle qualifiche e dell’integrazione professionali, le persone qualificate che entrano in Svizzera per un ricongiungimento familiare. L'integrazione professionale dei titolari dello statuto di protezione S è un altro ambito con margine di miglioramento. A tale riguardo, il Consiglio federale ha già assegnato nel novembre scorso mandati specifici e nelle prossime settimane concretizzerà le misure corrispondenti.

