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Svizzera
Promotori abusivi alla sbarra
Promotori abusivi alla sbarra
Promotori abusivi alla sbarra
Redazione
9 anni fa
Procacciavano clienti per una finanziaria elvetica. A capo della società un imprenditore svizzero-milanese

Patteggiamenti, condanne in rito abbreviato e rinvii a giudizio per un gruppo di promotori finanziari che tra il 2011 e il 2014 operarono in Toscana per procacciare clienti a favore di una finanziaria svizzera regolarmente autorizzata nella Confederazione, ma non abilitata in Italia a raccogliere e gestire patrimoni.

Il giudice competente ha chiuso oggi l'udienza preliminare ravvisando, a vario titolo, il reato di associazione a delinquere finalizzata al compimento continuativo di atti abusivi di intermediazione finanziaria e di gestione del risparmio, e sanzionando già in questa fase i vertici dell'organizzazione, mentre altre persone sosterranno il processo che comincerà il 20 febbraio 2018.

Un imprenditore svizzero-milanese, a cui fa riferimento la Global Capital Trust di Zugo e che il pubblico ministero considera capo dell'organizzazione di promotori considerati abusivi, ha patteggiato 3 anni e 2 mesi. Patteggiamento accettato dal pubblico ministero dopo che l'imputato ha versato in un conto della procura 1,2 milioni di euro, prontamente sequestrati e a cui si aggiungono 300'000 euro confiscati nelle indagini preliminari. L'uomo, già arrestato el 2014 quando l'inchiesta fu resa nota, col patteggiamento è stato affidato in prova ai servizi sociali.

Sono stati condannati dal giudice, con rito abbreviato, anche altri promotori e gestori considerati dagli inquirenti a lui vicini, fra cui un bergamasco abitante a Lugano e al tempo dei fatti impiegato come private banker presso Zarattini (un anno e 10 mesi per lui). Per altri ancora vi sarà il processo.

I promotori incontravano i clienti a Firenze, in hotel famosi, e li convincevano a farsi affidare un mandato di gestione dei loro patrimoni. L'andirivieni - negli anni sono stati centinaia i toscani che si sono rivolti all'organizzazione dell'imprenditore svizzero-milanese - non sfuggì all'attenzione dei presenti. E anche da questa curiosità partirono le indagini della Guardia di finanza.

I promotori indagati - peraltro risultati infedeli anche rispetto alle rispettive banche e società per le quali già lavoravano - proponevano ai clienti da 'sviare' di sfruttare le opportunità di maggiori rendimenti ottenibili in Svizzera, in particolare con la finanziaria Capital Protected Ag (controllata dalla Global Capital Trust). In cambio, ottenevano ottime provvigioni dagli operatori svizzeri dell'organizzazione.

Le indagini sono state svolte anche con intercettazioni ambientali video negli hotel fiorentini. In un caso fu scoperta la consegna di una valigetta con decine di migliaia di euro in contanti: consegnata da un cliente a uno degli imputati in una sala di albergo venne bloccata alla frontiera, insieme a chi la trasportava.

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