
Anche per il 2024 i cittadini croati non godranno della piena libera circolazione con la Svizzera. Temendo un forte afflusso di manodopera da questo paese, il Consiglio federale ha deciso oggi di prolungare di un anno la clausola di salvaguardia valida dallo scorso gennaio. Il numero di nuovi permessi sarà limitato allo stesso livello del 2023. L'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) concluso con l'Ue prevede un'apertura a tappe del mercato del lavoro elvetico per i Croati.
Aumento manodopera
Introdotta a titolo di prova nel 2022, la libera circolazione completa ha comportato un forte aumento della manodopera croata in Svizzera. Di conseguenza, il Governo aveva attivato la clausola di salvaguardia unilaterale per il 2023, reintroducendo contingenti di permessi per i lavoratori provenienti dal paese balcanico. A fine ottobre di quest'anno, il contingente di permessi B, valido cinque anni e comprensivo di 1204 permessi, era esaurito ed era già stato rilasciato il 76% dei 1053 permessi L (per dimoranti temporanei, rinnovabili di anno in anno) a disposizione. Considerato che nell'anno in corso i contingenti sono stati fortemente sollecitati, l'esecutivo ha deciso di prorogare di un anno le restrizioni alla libera circolazione. Secondo questa intesa, la clausola di salvaguardia può essere invocata solo per due anni consecutivi. La libera circolazione completa dei cittadini croati sarà quindi di nuovamente introdotta, a titolo di prova, nel 2025. Il regime transitorio concluso con la Croazia sull'arco di dieci anni è valido fino al 31 dicembre 2026.

