
Dopo la bocciatura odierna del programma d'armamento da parte del Consiglio nazionale, la situazione appare completamente bloccata. I quattro principali partiti si rimproverano a vicenda e restano sulle loro posizioni. PLR e PPD respingono categoricamente la proposta di compromesso presentata dal PS. I socialisti, che chiedono di rinviare il credito di 404 milioni di franchi per gli F/A-18, sono aperti a discussioni con i democristiani e i radicali per trovare una soluzione, ha detto all'ATS la bernese Ursula Wyss, capo del gruppo parlamentare socialista alle Camere. Il suo partito è sempre stato favorevole a un esercito più piccolo e più efficiente, orientato alle minacce attuali. Se il dossier tornerà alla Camera del popolo, bisognerà cercare un compromesso, ha affermato la Wyss. Con l'atteggiamento all'insegna del "tutto o niente" del PLR e del PPD, oggi ciò non è stato possibile. Con la sua posizione il PS ha condotto una politica basata sui fatti e non sulle persone, ha sottolineato. Per i democristiani e i radicali il compromesso socialista riguardante l'acquisto di nuovi aerei e la modernizzazione di quelli già in possesso delle Forze aeree svizzere è inaccettabile. Dopo il dibattito, il presidente del PPD Christophe Darbellay ha fustigato il PS e l'UDC, rimproverando loro "un'alleanza contro natura per ragioni puramente politiche". Il consigliere nazionale vallesano se la prende soprattutto con i democentristi, "che dapprima hanno accettato il programma in commissione, e poi hanno cambiato avviso per vendicarsi di Samuel Schmid". Secondo Darbellay, l'UDC ha una grande responsabilità nei confronti della politica di sicurezza del paese e degli impieghi che sono in gioco. Per il presidente democristiano solo i partiti di "centro" - PPD e PLR - sostengono, assieme al popolo, una politica di sicurezza credibile contro le minacce, soprattutto quelle legate al terrorismo. Darbellay esclude di venire incontro ai socialisti e afferma che "è ormai molto difficile" che il programma d'armamento possa infine essere approvato dalle Camere. Sulla stessa linea il presidente liberale radicale Fulvio Pelli, che accusa il PS di opporsi "simbolicamente" agli aerei. Rinviare i problemi non porta a nulla. Il ticinese rimprovera all'UDC di usare "mezzi di pressione fuori luogo". Se dopo gli Stati il dossier tornerà al Nazionale, il PLR voterà ancora una volta per l'intero programma d'armamento, ha assicurato Pelli. Il presidente del gruppo UDC Caspar Baader ha giustificato il "no" del suo partito con la volontà di un esercito forte. "Non si può semplicemente trascurare le evoluzioni erronee e le anomalie attuali, decidere nuovi investimenti e passare all'ordine del giorno", ha detto il deputato di Basilea Campagna. Baader si rifiuta di fare un collegamento tra la posizione del suo partito riguardo al programma d'armamento e la persona di Samuel Schmid. L'UDC chiede che l'intero Consiglio federale faccia sapere come intende ovviare alle gravi lacune riscontrate nel dipartimento della difesa. Finché ciò non avverrà, i democentristi manterranno il loro rifiuto, ha concluso. Per quanto riguarda la posizione di Schmid, Darbellay la considera "indebolita". "Si trova in una situazione difficile, anche se non è la prima volta che un consigliere federale viene sconfitto in parlamento." Pelli rileva che il ministro non ha più un grande partito di riferimento e la sinistra non lo sostiene. "È la realtà." ATS
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