Cerca e trova immobili
Svizzera
Programma armamento: se bocciato, Schmid non si dimette
Redazione
18 anni fa
Secondo il ministro della difesa, il rifiuto del testo minerebbe la credibilità dell'esercito e non egli stesso

Una bocciatura del programma di armamento da parte del Consiglio nazionale non spingerà Samuel Schmid a dimettersi: il consigliere federale potrebbe ritirarsi dal governo solo qualora la politica di sicurezza restasse bloccata a lungo termine. È quanto emerge da interviste rilasciate dal ministro della difesa stesso alla stampa domenicale alla vigilia di una sessione autunnale ampiamente dedicata a temi militari.Se giovedì la Camera del popolo dovesse respingere il programma di armamento "non succederà nulla", ha dichiarato Schmid al "SonntagsBlick". Il consigliere federale intende difendere il progetto nella forma presentata dal Governo e accettata dal Consiglio degli Stati, ovvero senza le concessioni richieste dai partiti.Secondo Schmid, respingendo il testo, i politici non faranno altro che rifiutare all'esercito la possibilità di munirsi a tappe di equipaggiamenti all'avanguardia e di restare credibile. "A fare le spese di ciò saranno le truppe ma anche la popolazione. L'esercito di milizia avrà l'impressione di non essere più preso sul serio", ha affermato il ministro della difesa.Tutti i membri del Consiglio federale, ad eccezione di Doris Leuthard, sono stati prima o poi invitati a dimettersi, ha ricordato Schmid in un'intervista pubblicata "NZZ am Sonntag": non è nulla di straordinario. Inoltre - ha aggiunto - dal mondo politico e dalla popolazione gli sono giunte anche numerose voci di sostegno, che rafforzano il suo sentimento di poter ancora servire il paese.Il consigliere federale ha affermato di essere sempre stato abituato a pianificare in anticipo, affrontando però le sfide una a una: per questo motivo non pensa ancora a un'eventuale elezione alla vicepresidenza, in agenda a dicembre.Dalle pagine dei domenicali Schmid non risparmia critiche al suo ex partito, l'UDC. Respingendo il programma di armamento i democentristi prendono l'esercito in ostaggio, nuocendo all'istituzione stessa e non certo al ministro della difesa, "che ha in ogni caso una durata di impiego inferiore a quella dei sistemi di armamento che ci servono".ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata