
Allo statuto di protezione S, accordato ai profughi ucraini, è necessario mettere fine al più presto, affermano varie associazioni attive nella difesa dei diritti dei rifugiati. A loro avviso, ostacola l'integrazione perché fonte di troppa insicurezza.
Lo Statuto S
Il Consiglio federale ha attivato per la prima volta lo statuto S il 12 marzo 2022. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla soluzione adottata dagli Stati dell'Ue per chi fugge dall'Ucraina, indica il sito della Confederazione. Concepito dalle autorità federali in modo da essere orientato al rimpatrio, garantisce il diritto di soggiorno, di alloggio, di assistenza, di accesso alle cure mediche e di scolarizzazione dei bambini. Lo statuto ha validità di un anno, estendibile fino a cinque, e permette il ricongiungimento famigliare. I titolari dello statuto di protezione S possono inoltre, senza termine d'attesa, esercitare un'attività lucrativa, anche indipendente. Il governo ha deciso di non abrogarlo prima del 4 marzo dell'anno prossimo.
Le critiche
Per la piattaforma asile.ch, intervenuta in una conferenza stampa odierna facendo il punto dopo due anni dall'introduzione della misura, aspettare così a lungo è pregiudizievole per i rifugiati ucraini. Ma anche le idee che circolano attualmente circa il nuovo statuto per queste persone - in particolare il permesso F di ammissione provvisoria, giudicato molto precario - preoccupano, ha detto Cesla Amarelle, professoressa di diritto all'università di Neuchâtel ed ex consigliera di Stato e consigliera nazionale socialista vodese. Stando ad Amélie Cittadini, responsabile delle persone con statuto S all'assistenza sociale ginevrina, l'incertezza legata a tale statuto, con la prospettiva di un rimpatrio forzato, frena l'integrazione. È imperativo fare chiarezza sullo status dei rifugiati ucraini per permettere loro di pianificare una permanenza a lungo termine in Svizzera.
Il dibattito politico
Il Consiglio nazionale ha recentemente preso una decisione per facilitare l'accesso al mercato del lavoro dei titolari dell'S. I rapporti di lavoro non dovranno più essere autorizzati, ma solo annunciati. Questa procedura permetterebbe di risparmiare tra le quattro e le sei settimane. Il Consiglio degli Stati deve confermarla, ma la legge ad hoc dovrà ancora essere elaborata, il che richiederà tempo.

