
Gli ospedali universitari per quest'anno prevedono perdite complessive per quasi 300 milioni di franchi, dopo cifre rosse di oltre 200 milioni nel 2022. I loro rappresentanti chiedono un aumento immediato delle tariffe, che da anni non coprono i costi. I deficit possono apparire come paradossali perché i pazienti curati nei nosocomi universitari di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo sono molti. Ma pesano, soprattutto quest'anno, spese aggiuntive per adeguamenti salariali del personale, per l'aumento dei prezzi dell'energia e per l'inflazione, hanno indicato oggi in una conferenza stampa a Berna i rappresentanti delle cinque istituzioni.
Ospedali minacciano rescissione accordi tariffali
Il ruolo particolare degli ospedali universitari, tra l'altro come centri di ricerca, va preso in considerazione sia dalle parti negoziali, quindi anche dagli assicuratori malattia, sia dal Dipartimento federale dell'interno nella discussione in corso sulla determinazione delle tariffe nel contesto della prossima revisione dell'Ordinanza sull'assicurazione malattie. "Altrimenti, l'adempimento dei mandati di servizio dei nostri ospedali è in grave pericolo", ha dichiarato Uwe E. Jocham, presidente della direzione del Gruppo Insel, cui fa capo l'ospedale universitario di Berna. Senza offerte tariffali che coprano i costi, gli ospedali universitari sarebbero costretti a disdire gli accordi esistenti entro la fine del 2023. I cinque ospedali verrebbero quindi equiparati ai nosocomi regionali. Questo cambiamento comporterebbe costi aggiuntivi per 500 milioni di franchi. I Cantoni di ubicazione dovrebbero allora preparare pacchetti di salvataggio finanziario. "Le soluzioni attualmente sul tavolo mettono in pericolo l'assistenza sanitaria", ha dichiarato Werner Kübler, direttore dell'ospedale universitario di Basilea.
Situazione difficile sul mercato del lavoro
Inoltre, a causa della carenza di personale, molti ospedali universitari rischiano di non essere più in grado di gestire tutti i loro posti letto. Questa carenza di professionisti si nota da diversi anni ed è stata aggravata dalla pandemia di Covid-19, dall'evoluzione demografica e dalle mutate esigenze lavorative. "La situazione del mercato del lavoro è estremamente difficile per noi", ha affermato Gregor Zünd, CEO dell'istituzione di Zurigo. Gli ospedali hanno già adottato numerose misure per migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro, tuttavia la maggior parte di questi provvedimenti genera un aumento dei costi del personale, gravando ulteriormente sulle finanze dei nosocomi.

