Cerca e trova immobili
Svizzera
Professori in prima classe, l'Università fa mea culpa
Professori in prima classe, l'Università fa mea culpa
Professori in prima classe, l'Università fa mea culpa
Redazione
7 anni fa
Il Controllo cantonale delle finanze sangallese ha scoperto un buco milionario e diverse spese allegre. L'ateneo cambia rotta

La storia recente dell’Università di San Gallo è stata decisamente travagliata: lo scorso settembre il rettore Thomas Bieger era balzato aglio onori della cronaca in quanto presidente del consiglio di amministrazione della Jungfraubahn, una società bacchettata dalla FINMA per aver influenzato in modo illecito i corsi di chiusura di fine anno dei propri titoli di borsa tra il 2014 e il 2016. Sei mesi prima un suo professore, Johannes Rüegg-Stürm, era stato rimproverato dalla FINMA perché, in qualità di presidente del CdA di Raiffeisen, avrebbe concesso margini di manovra un po' troppo ampi al capo del gruppo bancario Pierin Vincenz. Per la cronaca, all'epoca dei fatti il Consiglio dell'ateneo aveva deciso che dal 2020 il rettore non avrebbe più potuto svolgere attività accessorie.

Lo scorso giugno, invece, l’Università era finita al centro delle polemiche poiché nei confronti di tre collaboratori erano stati aperti procedimenti disciplinari dopo che un'inchiesta amministrativa aveva evidenziato irregolarità nella rendicontazione delle spese effettuate presso un istituto che non erano previste dal regolamento. Un professore della Facoltà di diritto era addirittura stato licenziato. I problemi, però, non erano finiti lì: come riportato nelle scorse settimane dal Tagblatt, infatti, un rapporto del Controllo cantonale delle finanze consegnato nel novembre 2018 ai vertici dell'ateneo aveva evidenziato diverse spese ‘allegre’ effettuate nel corso del 2017, in primis voli in prima classe e soggiorni presso alberghi di alto standard.

Ma non solo: due giorni fa il Tagblatt ha pubblicato un passaggio del rapporto del Controllo cantonale delle finanze che aveva evidenziato un buco da 1,1 milioni di franchi per l’Executive Master of European and International Business Law. Tutto questo, va sottolineato, nonostante una retta totale di 38'000 franchi per partecipante.

Interpellato dal foglio sangallese lo scorso 16 febbraio, il rettore Thomas Bieger aveva parlato di “inaccettabili casi isolati”, e la discussione si ra inevitabilmente spostata sui banchi del parlamento. Già, perché all’orizzonte c’è un progetto immobiliare da 207 milioni di franchi per il nuovo campus cittadino, in gran parte (160 milioni) finanziato dal Cantone. Non sorprende dunque la lettera inviata dall’Università al Gran Consiglio sangallese in cui, spiega il Tages Anzeiger nella sua edizione odierna, ammette che sì, non si trattava di semplici casi isolati e che i necessari correttivi, come ad esempio un nuovo regolamento spese, sarebbero stati apportati al più presto. In città, spiega il ‘Tagi’, in molti si chiedono se non sia troppo tardi…

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata