
Al processo in corso in Argovia per la frode da 170 milioni di franchi della società ASE Investment, la pubblica accusa ha richiesto oggi undici anni di detenzione per l'ex direttore. Per gli altri due imputati, le richieste di pena ammontano a sette e a tre anni. L'ex direttore, oggi 50enne, ha ammesso tutti gli addebiti e scaricato i computati da ogni responsabilità. L'uomo, in carcere dal 2012, deve rispondere di truffa per mestiere, amministrazione infedele e ripetuta falsità in documenti. I coimputati, che hanno sempre respinto le accuse, sono l'ex presidente del consiglio di amministrazione della società, accusato di amministrazione infedele e di cattiva gestione, e un ex consulente della Banca cantonale di Basilea (BKB), al quale la procura rimprovera la complicità in truffa per mestiere. Il processo davanti al Tribunale distrettuale di Laufenburg (AG) prosegue ancora fino alla prossima settimana. L'arringa del procuratore è durata oggi quattro ore e mezzo. L'inchiesta si è rivelata lunga e complessa, con addentellati all'estero, diversi indagati e circa 2500 vittime conosciute, di cui 639 si sono costituite accusatori privati. Alla fine gli atti sono stati riuniti in 448 raccoglitori, condensati in un atto d'accusa che raggiunge le 192 pagine. La gran parte dei 170 milioni di franchi sono andati persi. La ASE Investment - la sigla stava per "Anlage, Sicherheit, Ertrag", vale a dire investimento, sicurezza e rendimento - era una società di amministrazione patrimoniale con sede giuridica a Engelberg (OW) e uffici a Frick (AG). L'impresa offriva ai clienti la possibilità di fare affari sul mercato delle divise e prometteva rendimenti fino al 18%.
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