
Roman Abramovich si è nuovamente presentato oggi a Friburgo, al terzo giorno del processo civile intentatogli dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). L'oligarca russo ha risposto placidamente alle domande che la Corte gli ha posto durante l'intera mattinata. Agli inizi degli anni 2000 la BERS ha intentato un'azione civile nei confronti di Gazprom e degli oligarchi Abramovich e Ievgheni Shvidler, allora direttori di Runicom, società iscritta nel registro di commercio a Friburgo che commercializzava petrolio per la società Sibneft. La BERS ha reclamato il rimborso di un debito di circa 47 milioni di franchi. Nel 1997, Sibneft, poi diventata Gazprom, aveva garantito un prestito concesso a Runicom da una banca russa. Dopo una cessione, la BERS è diventata creditrice e per essere rimborsata ha avviato nel 2005 una causa davanti al Tribunale civile distrettuale della Sarine contro Gazprom e i due oligarchi russi. La giustizia friburghese tenta ora di determinare se Abramovich fosse coinvolto nella gestione della Runicom e nel prestito al centro della vertenza. "No", "Non lo so", "Non mi ricordo" sono state stamani le risposte fornite dal multimiliardario nelle prime tre ore dell'udienza.
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