
Pro Svizzera accusa il Consiglio federale di "dissimulare i punti chiave" degli accordi con l'Ue. La maggioranza del governo si rifiuta di informare in modo trasparente e completo, afferma l'organizzazione che difende una Svizzera neutrale e indipendente. Pro Svizzera denuncia i termini utilizzati dalle autorità: "adozione dinamica" del diritto europeo (il linguaggio ufficiale) significa in realtà "adozione automatica", ritiene l'organizzazione che conta 25'000 membri. L'organizzazione deplora anche la "sorveglianza e le competenze della Corte arbitrale europea e i 3 miliardi di franchi su dodici anni di contributo forzato" che la Svizzera verserà all'Ue. Pro Svizzera critica inoltre il silenzio delle autorità sull'estensione della libera circolazione indotta dagli accordi: "La clausola di salvaguardia" è a questo proposito solo fumo negli occhi e "l'immigrazione di massa continuerà senza sosta", afferma.
"Mancanza di fiducia nel popolo"
L'approccio "esitante" del Consiglio federale nasconde in realtà "una mancanza di fiducia nel popolo: il governo ha paura del popolo", scrive Pro Svizzera. L'organizzazione denuncia poi un comportamento "indegno di una democrazia" da parte del Consiglio federale e una "capitolazione" davanti a Bruxelles. Pro Svizzera contesta la "manipolazione" che secondo lei la suddivisione degli accordi in più pacchetti rappresenta e denuncia in particolare una perdita di potere dei Cantoni. L'obiettivo di questa operazione, continua Pro Svizzera, non è altro che "un'adesione subdola all'Ue".

