
L’iniziativa popolare "A favore del servizio pubblico" è stata nettamente respinta dal 67,6% dell'elettorato e da tutti i Cantoni. Eppure c’è chi ancora non si dà per vinto.
A tener banco sono sempre i salari dei manager federali, ritenuti troppo elevati. Dal mondo politico non manca un fuoco incrociato di proposte, tra chi vorrebbe porvi un limite e chi invece invoca addirittura la privatizzazione delle aziende pubbliche.
Peter Salvisberg, uno dei promotori dell’iniziativa, si dice deluso dalla feroce propaganda lanciata contro l’iniziativa, in particolare da parte delle imprese pubbliche: “Una propaganda di Stato inaccettabile”. C’è però soddisfazione per aver gettato le basi per dell discussioni future.
Il Consigliere nazionale Corrado Pardini (PS) ribadisce che sarà il popolo ad avere l’ultima parola, anche se dovesse essere necessaria una nuova iniziativa. Nel frattempo, ha presentato una mozione per fissare a 500'000 il tetto massimo degli stipendi dei manager federali. “È un tema che ha sollecitato l’opinione pubblica” ha ribadito Pardini sulle colonne del Sonntags Blick.
Il risultato delle urne spinge però Pardini alla ricerca di alleanze: “Invitiamo Salvisberg e gli altri promotori a sedersi a un tavolo con noi, in modo da gettare le basi per un iniziativa “Pro service public 2025”.
I socialisti non vogliono però sentir parlare di privatizzazioni: “Combatteremo ogni possibile forma di privatizzazione di queste imprese”, ha ribadito Pardini.
Chi invece vorrebbe imboccare questa via è l’UDC. La Consigliera nazionale Natalie Rickli, ad esempio, vorrebbe privatizzare Swisscom: “Occorre una riflessione sulle imprese pubbliche per capire offrano effettivamente un servizio pubblico e quali possono essere affidate al mercato”
Rickli tende però una mano alla sinistra: “Gli stipendi dei manager pubblici sono troppo alti: o si privatizza oppure è necessario imporne una riduzione. In questo caso siamo disponibili a un’alleanza con la sinistra”.
Per fare un confronto, un Consigliere federale guadagna 475'000 franchi all’anno, ma molti dei top manager pubblici percepiscono stipendi da due a tre volte maggiori. Si va dai 595'000 franchi annui di Mark Branson (FINMA) fino ad arrivare al 1'773'000 franchi di Urs Schaeppi (CEO di Swisscom). Passando per gli stipendi tutt’altro che disprezzabili di Andreas Mayer (CEO di FFS, 1'222'429 franchi), Thomas Jordan (presidente della Banca nazionale) e Felix Weber (presidente della direzione della SUVA, 803'334 franchi).
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