
Pro Natura e l'Associazione svizzera per la protezione degli uccelli (ASPU/BirdLife) hanno consegnato oggi alla Cancelleria federale una petizione per la tutela dei prati magri. Fra gli oltre 38'000 firmatari del testo figura anche una trentina di parlamentari federali. Negli ultimi 60 anni è scomparso il 90% dei prati magri svizzeri. Dall'inizio dell'inventario, nel 1994, si sono già persi dal 10 al 20% delle aree di pascoli secchi, benché iscritte nella legge del 1966 per la protezione della natura e del paesaggio. La petizione chiede quindi a Consiglio federale e Parlamento di agire quanto prima e in particolare di promulgare al più presto l'ordinanza sulla protezione di queste zone, "promessa già nel 2004". Il numero di firme raccolte in quattro mesi è "un forte degnale da parte della popolazione", ha affermato Otto Sieber, segretario centrale di Pro Natura. I prati e i pascoli secchi o a secchezza variabile sono tra gli habitat naturali più ricchi di specie: ospitano circa il 40% di quelle vegetali e il 50% di quelle animali presenti in Svizzera; vi si trovano la salvia dei prati, la lupinella e il timo selvatico, ma anche le libellule, lo zigolo, la sterpazzola e varie lucertole. Numerose specie sono a rischio di scomparsa, ricordano Pro Natura e l'ASPU. Queste zone non sono solo qualcosa di peculiare del paesaggio elvetico ma anche un "enorme valore ecologico e turistico". Per arrestare la progressiva scomparsa di questi ambienti caratteristici, la Confederazione ha lanciato nel 1994 il progetto PPS "Prati e pascoli secchi della Svizzera", con l'obiettivo di iscrivere in un inventario quelli particolarmente pregevoli. Questi "prati e pascoli secchi di importanza nazionale" devono essere protetti da un'ordinanza. Quest'ultima è stata messa in consultazione nel maggio del 2007 ma non è ancora stata posta in vigore. In proposito l'Ufficio federale dell'ambiente adduce motivi finanziari. "Da due anni esaminiamo le possibili soluzioni e attualmente siamo alla fase finale", assicura all'ATS il portavoce Adrian Aeschlimann. Il ministro Moritz Leuenberger ha già indicato che sottoporrà l'ordinanza ai colleghi del Consiglio federale entro l'estate prossima. ATS
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