
In vista del 1. Maggio, posto sotto il motto "Progresso sociale, adesso!", l'Unione sindacale svizzera (USS) rivendica salari fissi moderati per i manager, l'età di pensionamento flessibile e il rafforzamento dell'AVS. Dopo le perdite miliardarie delle grandi banche elvetiche nel quadro della crisi dei mutui ad alto rischio americani, l'USS chiede che soprattutto nella politica salariale vengano tratti degli insegnamenti. Le remunerazioni milionarie dei manager devono essere ritirate, ha detto oggi, in base al testo scritto, il presidente dell'USS Paul Rechsteiner davanti ai media a Berna. L'esplosione degli stipendi nella classe dei manager non si è mai rapportata a prestazioni reali, ma unicamente all'avidità, ha criticato il sindacalista. La politica di indennizzo basata su bonus e opzioni rappresenta ormai un rischio. Rechsteiner ha pure criticato il fatto che "gli aumenti perversi dei salari dei manager" riguardano anche le ex regie, proprio mentre sale la pressione sulle condizioni di lavoro della maggioranza dei dipendenti, ad esempio delle FFS e della Posta. Se lo stipendio dei manager viene collegato all'utile o all'andamento dell'azione, ciò rappresenta uno stimolo a manipolare i risultati e i corsi dei titoli, ha affermato il capo economista dell'USS Daniel Lampart. L'UBS ne è il miglior esempio. Dal 2000 la maggiore banca elvetica ha riacquistato azioni nell'ordine di 30 miliardi di franchi, all'incirca tanto quanto è ora costretta a racimolare in nuovo capitale proprio, ha aggiunto. Tramite questi riacquisti il reddito sul capitale proprio e il corso dell'azione sono saliti, e parallelamente è cresciuta la remunerazione del presidente del Consiglio d'amministrazione Marcel Ospel. Ma le quote di stipendio variabili non sono responsabili soltanto degli eccessi salariali dei quadri superiori: essi rendono anche difficile ai "normali" dipendenti la pianificazione dei mezzi a disposizione per il loro sostentamento, ha dichiarato la segretaria centrale dell'USS Doris Bianchi. Simili modelli salariali pesano inoltre sul clima di lavoro. In occasione del 1. Maggio l'USS non chiede solamente stipendi ragionevoli per i manager, ma anche un rafforzamento dell'AVS. Non tutti i pensionati sono ricchi, come sosteneva di recente uno studio dell'Università di Ginevra, ha affermato la consigliera nazionale socialista Christine Goll, presidente del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD). Un altro studio dimostra infatti quanto l'AVS sia importante quale entrata. Quasi il 90% delle persone con bassi redditi vivono dell'AVS e delle prestazioni complementari, tra quelli con redditi medi sono nettamente oltre la metà. Senza AVS i divari tra pensionati sarebbero ancora più marcati. Altro cavallo di battaglia dell'USS: il pensionamento flessibile. Secondo Rechsteiner, l'iniziativa popolare lanciata dal sindacato offre una soluzione concreta e finanziariamente vantaggiosa perché tale diritto non sia più un privilegio degli alti redditi. Davanti ai media egli ha anche elogiato lo strumento dello sciopero, un'azione collettiva alla quale bisogna ricorrere sempre più spesso anche in Svizzera. Come dimostrano gli esempi di Bellinzona e dell'edilizia, si tratta di una forma di lotta impegnativa ma efficace. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

