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Svizzera
Primo maggio, solidarietà e franco forte al centro dei discorsi
Redazione
11 anni fa
A Basilea 1300 persone hanno preso parte alla dimostrazione sindacale, a Zurigo 10mila. Sommaruga in visita alla Micarna SA

Molti gli interventi in tutta la Svizzera, nel corso delle varie manifestazioni del Primo Maggio.

A Berna c'era la copresidente di UNIA (sindacato che piange la scomparsa di uno storico membro di comitato ed ex Consigliere Nazionale come André Daguet) Vania Alleva, che ha pronunciato il suo discorso ("i lavoratori e le lavoratrici che si sono impegnati per anni per un'azienda si ritrovano in mezzo in strada, il lavoro ridotto, i tagli salariali e i licenziamenti non vanno bene"), mentre il co-presidente Renzo Amborsetti ha parlato a Roveredo ("dobbiamo combattere la tesi di UDC e PLR, secondo i quali si potrebbe vivere senza accordi bilaterali e senza accordi sulla libera circolazione delle persone. Sarebbe un suicidio per la nostra economia") , il membro di comitato Corrado Pardini a Berna ("è difficile per noi sindacalisti accettare che una decisione imprudente della BNS stia mandando in rovina l'economia") e un altro membro di comitato, Aldo Ferrari ("i promotori dell'iniziativa del 9 febbraio hanno mentito sulle conseguenze del voto"), a Sion. 

Nonostante la forte pioggia circa 1300 persone hanno partecipato oggi alla dimostrazione sindacale del Primo maggio a Basilea. Tema centrale era la solidarietà, ma vi sono state proteste anche contro le crescenti ineguaglianze sociali ed emarginazione.

Alla dimostrazione hanno preso parte - muniti di bandiere e striscioni - partiti di sinistra, diversi sindacati, gruppi di immigranti e un paio di dozzine di autonomi.

Circa 10'000 persone si sono trovate oggi a Zurigo per partecipare al corteo del primo maggio. I presenti non si sono fatti scoraggiare dalla pioggia battente e armati di ombrello hanno sfilato per la città.

Il tutto si è svolto in relativa tranquillità, con musica e slogan scanditi, con l'eccezione di un paio di centinaia di attivisti di sinistra che, sulla Helvetiaplatz, con un nastro si sono simbolicamente chiusi nella piazza, o hanno lasciato il resto del mondo fuori. Diversi striscioni esposti inneggiavano contro dumping salariale, guerra e crisi. La stima delle presenze è stata fatta sia dalla polizia che dagli organizzatori.

L'oratore principale della manifestazione è stato Giorgio Tuti, presidente del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) e vice presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS), che ha parlato di imposta di successione e AVS.

Dopo di lui si è espresso Salih Muslim della formazione politica curdo-siriana "Partito dell'unione democratica". L'esponente ha parlato di solidarietà con il popolo siriano, poiché il primo maggio è la festa di tutti gli oppressi che lottano per la libertà.

I manifestanti si sono poi spostati alla Kasernenareal per la tradizionale festa, quest'anno sotto il motto "No pasàran!" (non passeranno).

Circa 1000 persone hanno partecipato oggi a Ginevra al tradizionale corteo del primo maggio.

Rappresentanti dei partiti di sinistra, dei sindacati e di numerose associazioni, ai quali si sono aggiunti un centinaio di giovani anarchici, hanno percorso le strade della città sotto una pioggia battente.

I manifestanti hanno in particolare denunciato la riforma delle pensioni difesa dal consigliere federale Alain Berset. Il corteo è sfilato lungo il percorso prestabilito senza incidenti.

Solo alla fine alcuni giovani appartenenti al "bloc anti-autoritaire" hanno protestato - con musica ad alto volume e fumogeni - per la passività della manifestazione, definendola "una sorta di gita dei sindacati conclusasi con una degustazione di salsicce".

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga (nella foto) ha visitato la Micarna SA di Courtepin (FR), dove si è in particolare intrattenuta con i lavoratori e gli apprendisti. La presidente della Confederazione ha sottolineato quanto sia importante che le imprese svizzere assicurino un’offerta sufficiente di posti di tirocinio, giacché i giovani con una buona formazione costituiscono la spina dorsale del mercato del lavoro svizzero.

Nel corso di un colloquio con alcuni apprendisti e altri dipendenti della Micarna, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha sottolineato nel giorno della Festa del lavoro che i lavoratori sono il pilastro della nostra economia e che quindi condizioni di lavoro eque e buone possibilità di formazione sono d’importanza fondamentale, e anche nell’interesse delle imprese.

Prima del colloquio, Sommaruga ha visitato l’azienda e l’atelier degli apprendisti. Azienda del Gruppo Migros specializzata nella trasformazione di carne, pollame e pesce, la Micarna conta circa 60 apprendisti. 10 dipendenti stanno inoltre seguendo una formazione di recupero. Il progetto «Mazubi» offre agli apprendisti la possibilità di dirigere la propria impresa virtuale, occupandosi di ogni aspetto dell’attività aziendale, dall’acquisto sino alla vendita, passando per la logistica e la produzione.

Due terzi dei circa 1400 dipendenti della Micarna sono stranieri. Non va però dimenticato che buona parte delle persone con un background migratorio stenta tuttora a inserirsi nel mondo del lavoro. Per queste persone la formazione e la formazione continua rivestono pertanto importanza ancora maggiore. La formazione individuale è infatti la chiave di un’integrazione duratura, tanto nel mondo del lavoro quanto nella società.

"I lavoratori sono il pilastro della nostra economia", ha detto Simonetta Sommaruga. "Condizioni di lavoro eque e buone possibilità di formazione sono d'importanza fondamentale e anche nell'interesse delle imprese. È essenziale che le imprese svizzere assicurino un'offerta sufficiente di posti di tirocinio, dal momento che i giovani con una buona formazione costituiscono la spina dorsale del mercato del lavoro elvetico".

Sommaruga si è mossa tra dipendenti che disossavano la carne e la posavano su nastri trasportatori e tra apprendisti che confezionavano salsicce. Quotidianamente si mangiano prodotti senza rendersi conto di quante persone siano necessarie affinché questi arrivino sui nostri piatti, ha commentato.

Ha poi discusso con diversi apprendisti ed è rimasta impressionata dalla loro motivazione. Erano un po' intimiditi ma fieri di poterle raccontare il loro percorso. Hanno anche evocato con lei l'importanza dell'integrazione sul luogo di lavoro.

Qui origini, lingue e età sono molteplici. Abdoulaye, 18 anni è originario della Guinea Conakry ed è al primo anno di apprendistato quale assistente in salumeria-macelleria. Dopo aver visto numerose porte chiudersi davanti a lui, è tutto contento di essere stato accolto a braccia aperte presso Micarna.

Estremamente motivata, Sandra, 38 anni, è originaria del Portogallo ed è al secondo anno. Ha colto l'opportunità di seguire una formazione di operatrice in macchine automatizzate.

"È importante offrire prospettive ai dipendenti" ha spiegato il direttore Albert Baumann. Sviluppando le loro competenze, anche l'impresa ci guadagna: prepara i futuri specialisti di cui avrà bisogno per realizzare i suoi obiettivi.

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