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Svizzera
“Primo caso di variante brasiliana in Svizzera”
Marco Jäggli
6 anni fa
Secondo Virginie Masserey dell’UFSP non è ancora chiaro come questa variante sia arrivata in Svizzera. Ackermann: “Casi in diminuzione, ma le varianti sono ormai un quinto dei contagi totali”

Durante l’infopoint odierno dei tecnici della Confederazione, Virgine Masserey, responsabile della Divisione malattie infettive dell’UFSP, ha confermato la presenza del primo caso di variante brasiliana in Svizzera. “Sono stati segnalati un totale di 4.411 casi di mutazioni”, ha affermato Masserey, “La maggior parte di questi sono di variante britannica, ma negli scorsi è giorni è stato identificato il primo caso di variante brasiliana in Svizzera”. Masserey ha inoltre aggiunto che “questo caso deve ancora essere chiarito più dettagliatamente. Non è ancora possibile stabilire come questa mutazione sia arrivata in Svizzera”.

“Le varianti obbligano a mantenere le misure”
Dal canto suo Martin Ackermann, Presidente della Task force scientifica per la Covid-19, ha sottolineato come di fronte a una diminuzione dei casi complessivi si assiste un aumento continuo dei casi di variante che hanno raggiunto ormai, secondo la stima della Task Force, un quinto dei casi totali. Va comunque sottolineato che “i casi totali stanno diminuendo più rapidamente rispetto ai modelli, cosa che conferma la bontà delle misure”. Tuttavia, ha aggiunto Ackerman, “i casi di variante stanno aumentando in linea con le modellizzazioni”, cosa che provocherà probabilmente un nuovo aumento dei contagi a marzo. Secondo Ackermann questo aumento, che finora non si è riusciti a prevenire, obbliga a mantenere le misure in vigore se non addirittura a pensarne di nuove: “La sola riduzione della mobilità non sarà sufficiente. So che tutti sono stanchi della pandemia, ma dobbiamo ancora collaborare. Sono necessarie ulteriori misure”.

Il grafico che illustra a sinistra l’evoluzione attuale della malattia (in verde) e della variante (in blu) rispetto al modello elaborato scientificamente mostrato a destra. Al momento i casi complessivi sono inferiori al previsto, ma i casi di variante seguono l’andamento pronosticato.
Il grafico che illustra a sinistra l’evoluzione attuale della malattia (in verde) e della variante (in blu) rispetto al modello elaborato scientificamente mostrato a destra. Al momento i casi complessivi sono inferiori al previsto, ma i casi di variante seguono l’andamento pronosticato.

Le nuove regole per i viaggi funzionano, qualche piccola infrazione
Christian Bock, direttore dell’Amministrazione federale delle dogane, ha fatto il punto sulla situazione alle frontiere il primo giorno dopo l’introduzione delle regole sui viaggi: “Non si sono verificati problemi significativi”, ha affermato, “in 217 casi, l’obbligo di segnalare i dati di contatto non è stato rispettato. In 26 casi non è stato consegnato alcun test Pcr, 25 di questi casi sono stati segnalati alle autorità”. “I viaggiatori capiscono le misure”, ha aggiunto Bock, “il volume di traffico è notevolmente diminuito. I valichi di frontiera sono ancora aperti e non svolgiamo controlli fissi, ma controlliamo comunque tutte le vie d’ingresso, siano esse in autobus, treno, automobile, ecc.”

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