
Il Parlamento contro Booking.com. Il primo atto di questo scontro politico si è svolto a inizio ottobre 2016, quando i membri della Camera alta del Parlamento si erano attivati per fare chiarezza sui contratti tra queste piattaforme e gli albergatori elvetici, che a più riprese hanno lamentato la presenza di “contratti capestro” che ne limiterebbero la libertà economica (vedi articolo suggerito).
A fine novembre il Consiglio degli Stati aveva annunciato di voler discutere misure a protezione degli albergatori contro lo strapotere dei siti come Booking.com e Expedia e aveva inviato in Commissione una mozione del popolare-democratico solettese Pirmin Bischof, che invitava a vietare la cosiddetta clausola di parità tariffaria. In vigore dal luglio del 2015, essa vieta agli alberghi di offrire sulle loro pagine web dei prezzi inferiori a quelli proposti sui servizi online.
In questi mesi le attività di lobbying hanno interessato i vari schieramenti e nella giornata di ieri la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha approvato la mozione-Bischof con la quale intende vietare questo tipo di clausole. La votazione si è conclusa con un netto 9 a 1 (con 2 astensioni), sconfessando così Economiesuisse, che si era battuta per il 'no'. Gli hotel, secondo la Commissione, devono poter offrire sui rispettivi siti web offerte più vantaggiose di quelle presenti sui portali di prenotazione per vacanze. "Le clausole in questione ledono in maniera palpabile la libertà commerciale degli albergatori e, rispetto al mercato europeo, aggiungono un altro svantaggio concorrenziale al settore alberghiero elvetico, che deve già fare i conti con la sua immagine di isola dai prezzi alle stelle".
La Commissione ha motivato la decisione evidenziando come i Paesi confinanti abbiano già da tempo abolito tali clausole. Nel suo atto parlamentare, il solettese ricorda che la Francia e la Germania hanno già vietato tali clausole e che l'Austria e l'Italia ci stanno pensando. Da qui l'urgenza di agire: per Bischof è necessario infatti evitare che gli albergatori elvetici siano svantaggiati rispetto ai concorrenti esteri.
Immediata la replica di Booking.com: “Questa mozione finirà per danneggiare i clienti. In questo modo verrà meno la trasparenza e vi sarà un aumento indiscriminato dei prezzi”, ha detto al Tages Anzeiger il responsabile di Booking per l’Europa Peter Verhoeven.
Per Verhoeven, infine, le lamentele degli albergatori sono ingiustificate: “I clienti spesso cercano l’albergo su Booking per poi contattarlo direttamente allo scopo di ottenere uno sconto…”
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