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Il caso
Prigioni svizzere sotto pressione per il sovraffollamento
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Ats
7 ore fa
Le carceri in Svizzera sono da anni confrontate con il problema e le sue conseguenze – In Ticino il tasso di occupazione medio è del 95% e si segnala un sovraffollamento alla «Farera» e alla «Stampa»

Le carceri in Svizzera sono da anni confrontate con il sovraffollamento e le sue conseguenze. Prendendo spunto dalla rivolta scoppiata a inizio febbraio a Bellechasse (FR), un'indagine di Keystone-ATS mostra che praticamente tutti i cantoni sono in questa situazione. A dicembre 2025, le prigioni svizzere erano occupate in media al 94%, secondo i dati del Centro svizzero di competenze in materia d'esecuzione di sanzioni penali (CSCSP). In aumento da diversi anni, «questo dato si traduce in una pressione reale sul sistema», ha indicato la Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) all'agenzia di stampa Keystone-ATS.

La situazione in Ticino

La situazione in Ticino si inserisce perfettamente nella media elvetica, con un tasso di occupazione medio del 95%. Dal sito del CSCSP si nota un sovraffollamento (90 persone per una capacità di 88, 102%) presso il Carcere giudiziario cantonale «La Farera» di Lugano, destinato alla detenzione preventiva, alla detenzione di persone in attesa di estradizione o di trasferimento o di chi sconta pene di breve durata. La situazione è ancora peggiore al Penitenziario «La Stampa» (155 persone per una capacità di 145, 107%), mentre «Lo Stampino» - sezione aperta del carcere penale, destinato a persone in regime di lavoro esterno, semiprigionia o per pene giornaliere - risulta occupato solo per metà (18 persone per una capacità di 45, 40%).

Romandia in crisi

In Svizzera romanda la tensione carceraria è più marcata, soprattutto nelle strutture di detenzione preventiva. Nel canton Vaud (tasso 110%) le prigioni di Bois-Mermet a Losanna e della «Croisée» a Orbe risultano particolarmente sovraffollate, con tassi di occupazione del 167% e 121%. Per alleggerire la pressione, il cantone ha annunciato la creazione di una zona d'attesa carceraria a Orbe per il 2028 e punta soprattutto sulla nuova prigione «des Grands-Marais», che dovrebbe aggiungere 410 posti entro il 2032. A Ginevra (tasso 107%) la prigione di Champ-Dollon lamenta da anni una situazione di sovraffollamento, con al momento un tasso di occupazione del 121% con 483 detenuti (su 398 posti): si cercano terreni per una nuova struttura per consentire lavori di ristrutturazione del vecchio carcere. A Friburgo (92%) il sito di Bellechasse sfiora il 100% di occupazione, mentre il tasso di occupazione della prigione centrale in città è più variabile; la centralizzazione a Bellechasse porterà benefici organizzativi, ma senza aumento di posti. In Vallese (97%) solo il carcere per la detenzione preventiva di Sion è sovraffollato (114%): il cantone ha progetti futuri per un centro educativo chiuso a Pramont e uno per misure terapeutiche. A Neuchâtel (91%) la situazione è un po' meno critica, con «Bellevue» a Gorgier tra il 95 e il 100% e «La Promenade» tra l’85 e il 95%. Il Giura è in contro tendenza, con un tasso generale di occupazione del 69%.

Sistema sotto tensione

Anche la Svizzera tedesca conosce una situazione di sovraffollamento. A Berna il tasso di occupazione medio degli stabilimenti penitenziari era del 101%: le prigioni regionali di Berna, Bienne, Burgdorf, Moutier (cittadina ancora bernese l'anno scorso ora giurassiana) e Thun hanno sfiorato tassi di occupazione del 124%. In generale il canton Zurigo (83%) si situa al di sotto della media nazionale, ma vi sono alcune prigioni - quella del Kreis 4, in città, con il 102%, quella di Bachtel (101%) e quella di Pöschwies (95%) - che risultano molto affollate. Piene in generale le carceri di Soletta (100%), mentre la situazione è migliore nel cantone di Basilea-Città (83%): le prigioni sono sì ben occupate, ma non sovraffollate, si evince dal sito del CSCSP. Situazione analoga a Basilea Campagna (85%), con l'eccezione delle carceri di Muttenz (111%) e Sissach (100%). Sulla stessa linea anche Turgovia (895), con l'eccezione del carcere di Frauenfeld (104%), San Gallo (93%), con un sovraffollamento chiaro negli stabilimenti di Gossau (113%) e Altstätten (114%), e Appenzello Esterno (99%). Nei tre cantoni esistono piani di ampliamento degli istituti carcerari. Sopra la media anche il Canton Lucerna (99%), mentre i cantoni di Sciaffusa (82%), Glarona (69%), Svitto (76%), Zugo (93%), Obvaldo (83%) e Nidvaldo (92%) sembrano leggermente meno interessati dal problema. Con un 89% anche i Grigioni si muovono nella parte bassa della statistica, con un certo affollamento del carcere di Cazis Tignez, dove 143 dei 150 posti sono occupati (95%). Secondo le autorità giudiziarie del cantone si denota un lento ma costante aumento dei detenuti. Non va dimenticato che solo una piccola parte di essi si trova in carcere per reati commessi in suolo retico: circa il 40% è stato condannato nel Canton Zurigo, mentre altri provengono dalla Svizzera orientale e centrale.

Numerosi problemi

Oltre a un carico maggiore per il personale e le infrastrutture, i cantoni devono gestire anche un rischio sanitario più elevato a causa del sovraffollamento delle carceri. La grande promiscuità e la perdita di intimità aumentano le tensioni, richiedendo una vigilanza costante per preservare un clima stabile e sicuro. Ciò complica la gestione e richiede una valutazione costante dell'accesso alle cure, in una situazione costante di rischio sanitario legato al pericolo di propagazione di malattie infettive. Molti problemi sono legati ai «nuovi profili di delinquenti molto pericolosi e violenti» nonché allo stato di salute mentale e fisica delle persone che entrano in detenzione, sottolinea il servizio penitenziario di Neuchâtel. Il Dipartimento cantonale della giustizia di Zurigo rileva anche il fatto che una grande parte dei detenuti presenta ormai disturbi psichici. Spesso, le celle doppie non possono più ospitare che una sola persona, il che riduce il numero di posti disponibili. Di fronte al sovraffollamento, occorre attivare altri strumenti oltre alla costruzione di nuovi edifici, valutando alternative alla detenzione come il lavoro di pubblica utilità, la sorveglianza elettronica e l'assistenza riabilitativa.