
Il presidente dell'Unione svizzera dei contadini (USC) Hansjörg Walter appoggia l'idea di una borsa del latte dove negoziare ogni giorno il prezzo della sovraproduzione. Lo ha indicato il consigliere nazionale (UDC/TG) in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano zurighese "Tages-Anzeigers", precisando che i contadini di montagna, meno flessibili, potranno fornire una certa quantità a prezzo fisso. Le discussioni per l'organizzazione di tale borsa sono attualmente in corso, ma trattandosi di un'iniziativa privata il rischio è che non tutti i produttori siano tenuti ad aderirvi. Walter parte dal principio che gran parte degli attuali 27 000 produttori di latte siano destinati a sparire: negli ultimi 15 anni i contingenti lattieri sono quasi raddoppiati, mentre il numero dei fornitori si è dimezzato. Il prossimo primo maggio, con la fine del contingentamento, il mercato del latte sarà liberalizzato: numerose organizzazioni di produttori tentano da qualche tempo di accordarsi su un nuovo sistema di regolazione privato, finora senza grande successo. I quattro principali trasformatori di latte del paese - Emmi, Elsa, Cremo e Hochdorf - hanno da poco fondato l'Associazione latte svizzero (ALS) e intendono farvi aderire i loro produttori, degoziando i prezzi e i quantitativi in seno alla stessa associazione. ATS
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