Cerca e trova immobili
Svizzera
Prezzi elettricità: parlamento e ElCom sotto pressione
Redazione
18 anni fa

La sessione autunnale delle Camere federali che comincia lunedì si annuncia "elettrica". A sinistra ma anche a destra dello schacchiere politico ci si mobilita per ottenere un congelamento dei prezzi dell'elettricità. Il Partito socialista svizzero ha annunciato oggi alla stampa che chiederà il blocco delle tariffe con un decreto federale urgente. E questo fino a che la Commissione federale dell'elettricità (ElCom) non si sarà pronunciata sui diversi reclami che le sono già stati presentati. Anche il consigliere nazionale e imprenditore Otto Ineichen, liberale-radicale lucernese, chiede alla ElCom ci congelare immediatamente i prezzi. Se necessario, intende egli pure far passare questa rivendicazione tramite un decreto federale urgente, ha indicato oggi all'ATS confermando una informazione in tal senso del "Tages Anzeiger". Il prezzo di utilizzo della rete è uno dei fattori addotti nelle ultime settimane dai distributori di elettricità per giustificare gli annunciati aumenti. Che sono infondati secondo Ineichen. Ne è la prova il fatto - sostiene - che il 25-30% dei fornitori ha scelto un'altra via e ha deciso di non aumentare le tariffe, offrendo anzi a volte persino contributi per incoraggiare il risparmio di corrente. Il politico lucernese si dice soprattutto deluso dell'atteggiamento "arrogante" dei grossi distributori. Le possibilità che la sua proposta passi in parlamento sono buone, ritiene: "Il 70-80% dei parlamentari sosterrà questa esigenza". A suo avviso anche la destra dovrebbe essere favorevole, perché gli aumenti nuocciono all'economia. Il ministro dell'energia Moritz Leuenberger, che si esprime sul "Blick", rileva dal canto suo che numerosi fornitori hanno di recente ridotto le tariffe del 15%. Il rincaro non farebbe dunque altro che compensare queste riduzioni. I prezzi sono dapprima diminuiti in previsione della liberalizzazione del mercato. Per essere concorrenziali, le imprese hanno rinunciato ai margini che procuravano le situazioni di monopolio. Alla domanda se certe società non abbiano esagerato con gli aumenti, il ministro socialista risponde di non potere ancora valutare se siano legittimi. Toccherà alla ElCom giudicare. Se gli aumenti dovessero rivelarsi arbitrari, la commissione federale li annullerà, prosegue Leuenberger. Una discussione tra il ministro e l'autorità di regolazione statale indipendente del settore elettrico, per valutare tutte le possibilità, è in programma la settimana prossima. Secondo l'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico i gestori della rete erano tenuti a pubblicare le tariffe su un sito internet (www.strom.ch) entro fine agosto. Ma finora solo 475 lo hanno fatto, su circa 850. Frank Rutschmann, portavoce della ElCom, mostra una certa comprensione per i ritardi: alcuni fornitori hanno calcolato le loro tariffe, ma devono per esempio aspettare ancora l'avallo del parlamento comunale. "Li inviteremo nei prossimi giorni a fare il loro dovere", ha aggiunto il portavoce. Per procedere a un raffronto serio è infatti necessario avere una veduta d'assieme sull'evoluzione dei prezzi, ma questa manca ancora. Rutschmann non è stato in grado di dire quando la ElCom renderà note le sue decisioni. All'inizio di settembre il Consiglio federale ha chiesto alle imprese che avevano annunciato aumenti massicci - alcune fino al 20% - di riesaminare la questione. Altrimenti, ha avvertito il governo, la seconda tappa della liberalizzazione del mercato elettrico non avrà alcuna possibilità di attuarsi. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata