
Il paese non cadrà in una profonda recessione, ma nei prossimi mesi disoccupazione e fallimenti aumenteranno nettamente. Lo prevedono gli esperti di UBS, secondo cui la seconda ondata della pandemia ridurrà fortemente lo slancio dell’economia, ma non porterà a un suo deragliamento. Nella pubblicazione periodica Outlook Svizzera diffusa oggi, gli specialisti prevedono un prodotto interno lordo (Pil) in flessione per il quarto trimestre, mentre nei primi tre mesi del 2021 la crescita sarà debole. A partire dalla primavera si assisterà però a una netta accelerazione, specie se un vaccino anti-Covid diventerà disponibile. Dal terzo trimestre poi le aziende svizzere potranno indirettamente approfittare dal programma di stimoli dell’Ue. Nel 2022 UBS si aspetta una cresta moderata, ma comunque più marcata della media a lungo termine. Concretamente, gli esperti della banca confermano la previsione di un Pil in calo del 4,5% nel 2020, mentre abbassano al +3,2% la stima relativa all’anno prossimo (era al +3,9% in settembre). Per il 2022 il dato di riferimento è +3,1%.
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