
Proibito aspettare, per evitare una dura recessione occorre agire subito: alla luce delle nuove, più pessimistiche previsioni sull'andamento dell'economia svizzera, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), il Partito socialista e la federazione sindacale Travail.Suisse chiedono al governo di varare al più presto un terzo programma federale di rilancio congiunturale. Sull'argomento è prevista nel pomeriggio anche una conferenza stampa dell'Unione sindacale svizzera. In un comunicato il PS invita il Consiglio federale a intervenire subito con il suo terzo pacchetto di sostengo: aspettare l'estate, come proposto dalla ministra dell'economia Doris Leuthard, sarebbe agire in modo negligente, sostengono i socialisti. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Travail.Suisse, che auspica misure cocrete soprattutto in materia di assicurazione disoccupazione, per evitare che la crisi congiunturale provochi problemi strutturali sul fronte dell'impiego. Secondo la centrale sindacale la durata massima del lavoro ridotto va portata a 24 mesi (a metà febbraio il Consiglio federale ha già deciso un aumento temporaneo da 12 a 18 mesi sino a fine marzo 2011): il personale in disoccupazione parziale deve inoltre essere inviato a corsi di aggiornamento, i cui costi potrebbero essere coperti per la metà dall'assicurazione contro la perdita del lavoro, ha spiegato all'ATS Susanne Blank, responsabile del settore politica economica presso Travail.Suisse. Sempre secondo Blank occorre aumentare da 400 a 520 i giorni di diritto all'indennità giornaliera di disoccupazione, al livello cioè degli anni 1997-2003: quando la situazione si sarà stabilizzata si potrà tornare al punto di partenza. Per Travail.Suisse bisogna infatti evitare a tutti i costi di espellere i lavoratori dal sistema proprio nel momento di massimo picco della crisi. ATS
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