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Svizzera
Previdenza e salute ciò che preoccupa di più gli svizzeri
Previdenza e salute ciò che preoccupa di più gli svizzeri
Previdenza e salute ciò che preoccupa di più gli svizzeri
Redazione
8 anni fa
Per la prima volta dalla crisi degli anni '90 la disoccupazione è uscita dalle top 5 dei problemi più urgenti

La previdenza per la vecchiaia è ciò che preoccupa maggiormente i cittadini svizzeri, mentre la disoccupazione, per la prima volta dalla crisi degli anni Novanta, non è più tra i cinque problemi più urgenti della Svizzera. È quanto emerge dal Barometro delle apprensioni Credit Suisse 2018, che ha incaricato l'istituto di ricerca gfs.bern per sondare i timori e analizzare gli elementi distintivi dell’identità svizzera. Tra il 10 luglio e il 6 agosto 2018 sono stati interpellati 2551 persone aventi diritto di voto in Svizzera. 

Previdenza per la vecchiaia e salute pubblica/casse malati si collocano, rispettivamente con il 45% e il 41% degli intervistati, al primo e al secondo posto delle principali apprensioni della Svizzera. Con un aumento di 15 punti percentuali, il tema salute pubblica/casse malati ha registrato la crescita maggiore rispetto all'anno precedente. Anche alla domanda sul principale obiettivo politico la risposta più ricorrente è stata l’AVS/previdenza per la vecchiaia, citata dal 15% degli intervistati.

«La previdenza per la vecchiaia si posiziona indiscutibilmente al primo posto tra i temi su cui la politica dovrà intervenire. A tal proposito, la popolazione si aspetta soluzioni chiare e condivise», afferma Lukas Golder, co-responsabile di gfs.bern. 

Le problematiche relative a previdenza per la vecchiaia e sanità sono seguite dalle preoccupazioni per il tema dell’immigrazione. È soprattutto la preoccupazione per i rifugiati/richiedenti asilo (31%) ad aver assunto un carattere di urgenza rispetto al 2017 (+12 punti percentuali), attestandosi al 4° posto della classifica delle apprensioni. La preoccupazione per il tema degli stranieri (37%) è aumentata di 2 punti percentuali e rimane al terzo posto. Al quinto posto invece si situa la problematica della protezione ambientale, in aumento rispetto agli scorsi anni (+7% rispetto al 2017 e +10% rispetto al 2016). 

Il tema della disoccupazione invece, che per molti anni aveva rappresentato la principale preoccupazione (dal 2003 al 2016) e nel 2017 era passata al secondo posto, quest'anno si posiziona solo al 6° posto, con un calo di 22 punti percentuali. L’attuale dibattito sulla perdita di posti di lavoro a causa della digitalizzazione inoltre sembra avere un impatto trascurabile sulla percezione della popolazione votante elvetica. Rispetto all'anno scorso, non è solo la disoccupazione ad essere percepita come un problema da un numero minore di intervistati. Il 75% degli svizzeri ritiene anche improbabile che la propria mansione sarà automatizzata entro i prossimi 20 anni a causa di robotizzazione, nuove tecnologie o software intelligenti. Nel complesso, l'85% degli intervistati ritiene che il proprio posto di lavoro sia sicuro o abbastanza sicuro.

Previdenza per la vecchiaia: un problema che riguarda l’intera societàL’analisi dettagliata del sondaggio sul tema della previdenza per la vecchiaia rivela che secondo gli intervistati la preoccupazione principale rappresentata da AVS/previdenza per la vecchiaia è un problema dell’intera società. L'86% degli svizzeri ritiene che tutti siano tenuti a contribuire per garantire la previdenza. Gli intervistati sono convinti della validità del sistema dei tre pilastri: il 72% ritiene che funzioni bene e che debba rimanere invariato. Nel complesso, il grado di soddisfazione più elevato è quello relativo al terzo pilastro (50%). Secondo e primo pilastro raggiungono valori del 44% e del 42% rispettivamente.

Per quanto concerne le misure da adottare per garantire la previdenza per la vecchiaia, il 60% degli svizzeri è favorevole a un aumento dell’IVA dell'1% per i prossimi 5 anni. La flessibilizzazione dell'età di pensionamento in base all'aspettativa di vita viene considerata una soluzione accettabile dal 52% e il 48% si esprime a favore dell'innalzamento dell'età di pensionamento a 65 anni per le donne. Un consenso relativamente basso viene ottenuto da misure come il taglio delle rendite attuali (18%) o l’innalzamento dell'età di pensionamento a 67 anni (17%).

Senso di appartenenza nazionale e interesse per la politica in crescitaNonostante un calo di 11 punti percentuali rispetto al 2017, l'orgoglio nazionale degli svizzeri si mantiene su un livello relativamente elevato: il 79% degli intervistati si dice orgoglioso di essere cittadino svizzero. Anche il senso di appartenenza nazionale continua ad essere molto forte. Alla domanda sull’unità geografica verso la quale gli aventi diritto di voto sentono di appartenere in prima e in seconda istanza, il 53% ha indicato la Svizzera, seguita dal cantone di domicilio (48%) e dal comune di domicilio (35%). Il senso di appartenenza europeo per contro non è pronunciato. Soltanto il 17% degli interpellati percepisce in prima o in seconda istanza la propria appartenenza all’Europa e solo il 16% si considera cittadino del mondo.

Nonostante il calo della fiducia nei partiti politici, ci sono anche notizie positive per la politica svizzera: il 29% si interessa «molto» e il 45% «abbastanza» di questioni politiche. L'interesse per la politica non è mai stato così alto come quest'anno. I cittadini sembrano consapevoli che ci troviamo di fronte a questioni molto importanti e sono disposti a collaborare alla loro soluzione.

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